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Lunedì 13 dicembre ore 12:30 presso il padiglione di arte ci sarà la Commemorazione con piantumazione di un Ulivo per la Prof.ssa Fiamma Murari.
Avranno accesso i primi 50 prenotati per motivi di sicurezza anti-covid.

Di seguito il link per prenotarsi:

https://www.eventbrite.it/e/commemorazione-con-piantumazione-di-un-ulivo-per-la-profssa-fiamma-murari-tickets-225216066317

  
La Direzione

Un “momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”: con questa motivazione oggi, 2 ottobre (data scelta poiché coincide con il ricordo liturgico degli angeli custodi), si celebra la “Festa nazionale dei Nonni” istituita con la legge n. 159 del 31 luglio 2005.

In occasione di questa giornata, infatti, le scuole di ogni ordine e grado, nell’ambito della propria autonomia didattica e organizzativa, sono invitate dal MIUR ad effettuare un approfondimento sulle “tematiche relative alle crescenti funzioni assunte dai nonni nella famiglia e nella società”, anche in collaborazione con le amministrazioni regionali, provinciali e comunali.

L’obiettivo è quello di dare vita ad una parentesi di riflessione nelle classi per promuovere dibattiti e approfondimenti che prevedano – ove possibile e nel rispetto di tutte le vigenti misure di sicurezza – la partecipazione dei nonni, quali portatori di memoria, esperienza e di diversi percorsi di vita che possano aiutare gli studenti nel loro cammino educativo e di crescita per uno sguardo più consapevole verso il futuro.

Un’occasione importante, dunque, per rafforzare il legame tra le generazioni. Nella tradizione cattolica, inoltre, i patroni dei nonni sono i santi Gioacchino e Anna, genitori di Maria e nonni di Gesù, che vengono celebrati il 26 luglio: proprio in relazione a tale ricorrenza, Papa Francesco ha stabilito, ogni quarta domenica di luglio, la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani.

Oggi, 21 settembre, è la Giornata Internazionale della Pace, ricorrenza per un auspicio di pace mondiale e non violenza.
Dapprima la giornata, istituita il 30 novembre 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, veniva celebrata il terzo giovedì di settembre, successivamente – con la risoluzione del 7 settembre 2001 – è stato scelto questo giorno con l’intento di esortare, in tale circostanza, le organizzazioni governative e non, le comunità e i singoli individui a concentrarsi nella promozione di azioni educative e di sensibilizzazione sul tema della pace globale. 
Purtroppo, infatti, il nostro è un mondo afflitto da numerosi conflitti che, ogni giorno, oltre a causare perdite e distruzione, rubano l’infanzia a milioni di bambini.
«Dobbiamo scegliere la pace, è l’unica opzione per riparare il nostro mondo distrutto» ha affermato, per l’edizione 2021, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha invitato, proprio in questa occasione, ad “osservare una giornata di cessate il fuoco globale”. 
«La pace e il progresso – ha continuato – dipendono dalla nostra capacità di riunirci come famiglia umana. Non possiamo lasciare che il nostro futuro sia divorato dall’odio, dalle divisioni, dai conflitti e dalla sfiducia» ha concluso.

Oggi 20 aprile è la giornata mondiale della lingua cinese. Questa giornata è stata decisa dall’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite nel 1946, ma non si è diffusa almeno fino al 1973, quando la lingua cinese è diventata una delle 6 lingue “di lavoro” ufficiali per l’Assemblea. Con queste giornate l’ONU vuole celebrare il plurilinguismo e la bellezza delle diversità culturali. Nella nostra scuola studiamo il cinese ormai da 10 anni ed abbiamo avuto tante occasioni per apprezzare la ricchezza storico culturale della Cina.Perché hanno deciso di festeggiare il cinese il 20 aprile? Perché nel calendario solare il 20 aprile era il giorno dedicato a Cangjie, un uomo importantissimo per la storia cinese perché è ritenuto l’inventore dei caratteri cinesi.Di tutti questi caratteri cinesi che pian piano apprendiamo dovete sapere che ce ne è uno difficilissimo, composto addirittura da 57 tratti..sì avete letto bene, 57 tratti, ed ovviamente tutto rientra in un quadrato solo come quelli più semplici.Questo carattere si pronuncia biáng ed è una parola del dialetto dello Shaanxi ancora in uso. E’ il nome di un piatto tipico peraltro piuttosto semplice, il biáng biáng miàn, delle fettuccine di pasta in brodo e condimenti vari.

Come in tutto quello che in Cina proviene da un passato indeterminato, c’è una leggenda alla base di questo carattere.

Un giorno uno studioso squattrinato capitò in una locanda, e vedendo delle fettuccine che sembravano ottime ne ordinò un piatto; al momento di pagare però si accorse di essere senza soldi. Mentre il padrone gli chiedeva di saldare il conto, lui per prendere tempo gli chiese il nome di quello che aveva mangiato, e scoprì che era “biáng biáng miàn”, e che nonostante la sua celebrità nessuno aveva mai pensato di scriverlo.

Lo studioso propose allora di ripagare il pasto con l’invenzione di un carattere apposito, cosa che era più difficile del previsto. Il re era l’unico ad avere il diritto di creare caratteri nuovi, ma lui, così saggio ed istruito, rivendicò il diritto di fare altrettanto: e fu così che, un tratto dopo l’altro, al canto di una filastrocca conosciuta ancora oggi, il carattere venne creato.

Se avete voglia di mettervi alla prova qui trovate l’immagine del carattere per provare voi stessi a scriverlo! 

W la lingua cinese e la sua cultura! 

Oggi, 25 marzo, si festeggia il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. La data è stata approvata il 17 gennaio 2020 in vista delle celebrazioni per il settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta, avvenuta il 14 settembre 1321.

Anche il nostro Istituto partecipa a questo evento con molte iniziative, al Liceo (link articolo liceo) come alle medie, dove le classi IIA e IIID hanno ideato, guidati dalla Professoressa Flavia Amati, diversi progetti in omaggio al poeta.

In particolare la classe IIA sta portando avanti tre lavori: la realizzazione di due giochi di società – di cui uno prevede l’utilizzo delle carte – entrambi con finalità didattiche (secondo il principio del “giocare imparando”) e la composizione di un testo musicale ispirato alla figura e all’opera di Dante (il “Dante Rap”).

La IIID, invece, si sta cimentando in una comparazione tra Dante e attualità, paragonando l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso della Divina Commedia alla zona rossa, gialla e bianca in tempo di pandemia. Lavoro, quest’ultimo, che culminerà con la creazione di un video.   

#inferno# “e quindi uscimmo a riveder le stelle”. In questo #dantedì gli ultimi versi dell’ Inferno siano lo spoiler della nostra rinascita dopo la pandemia.Video realizzato dagli alunni della scuola secondaria di primo grado, classe III D: Chloè, Gaia, Federico, Ginevra, Lavinia, Leonardo, Matteo, Viola.  Progetto #Dantedì guidato dalla prof.ssa Flavia Amati 

Nel #purgatorio delle nostre case e delle città con i contagi più bassi cerchiamo di costruire una nuova normalità #dantedì
Video realizzato dagli alunni della scuola secondaria di primo grado, classe III D: Camilla, Carlotta, Caterina, Caterina, Caterina, Giulia, Ludovica, Manuela Progetto #Dantedì guidato dalla prof.ssa Flavia Amati 
 

Il vaccino debellerà il #covid come “la neve al sol si disigilla” nei versi del #paradiso #dantedí
Video realizzato dagli alunni della scuola secondaria di primo grado, classe III  
D: Alessandro, Ettore, Filippo, Giorgio, Federico, Francesco Saverio, Mattia, Isabella.Progetto #Dantedì guidato dalla prof.ssa Flavia Amati 

   

I bambini del Laboratorio Maker Camp, STEAM Minecraft, hanno partecipato all’evento didattico “Hour of Code” che si è svolto nell’ambito della Settimana di Educazione all’Informatica. 

In particolare hanno affrontato i fondamenti di informatica attraverso l’utilizzo del framework di sviluppo di programmazione visuale Microsoft Makecode.

Gli alunni del corso hanno poi ricevuto un attestato di partecipazione al termine del completamento del percorso di coding. 

È stato facile per gli studenti delle nostre Prime e Seconde Liceo che lo hanno ascoltato a distanza, il 14 dicembre scorso per una lectio magistralis sulla Costituzione, capire chi è Luciano Corradini. Un fiume in piena dell’eloquenza, un dispensatore di metafore riuscitissime sul significato della democrazia, sulla direttrice delle quali ha innervato di ricordi personali – da quelli familiari a quelli dei tanti allievi avuti nella pluriennale carriera da docente – un discorso ambizioso sul rapporto tra scuola e Costituzione, rilevando nell’asse discepoli-maestri e nella riconoscenza tra gli uni e gli altri la spina dorsale della convivenza civile.

La scuola, insomma, come primo teatro in cui convivono “affetti e concetti”, per dirla con Norberto Bobbio, in cui ci si mette alla prova in quella pedagogia dell’ascolto che si dovrebbe poi saper traslare dai banchi di scuola a quelli del Parlamento, in modo da rendere i legislatori capaci di comprendere e far comprendere che il prestigio dello Stato si fonda sull’auctoritas delle leggi, il cui scopo ultimo non è che augere (accrescere) nei cittadini la consapevolezza dei diritti e dei doveri, in una dialettica serrata e doverosa tra principi universali e necessità contingenti, a garanzia della pace e della coesione sociale.

Il principale sostenitore della legge 92/2019 che da quest’anno rende obbligatorio l’insegnamento trasversale dell’Educazione Civica sia nel primo che nel secondo ciclo d’istruzione (“che la nuova Carta costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano” era l’auspicio del giovane Aldo Moro già nel lontano 1947) ha, così, descritto la Costituzione non solo quale legge fondativa del nostro ordinamento giuridico, ma soprattutto come un ambiente, un’architettura di parole, concetti, proposte, valori intelaiati in un forte impegno didattico, che è quello strumento tensivo – potremmo chiosare – che viene in soccorso allorquando questa visione di insieme sull’uomo e sulla società come dovrebbero essere risultasse troppo rigida o utopistica. Se l’etica è la prospettiva globale che accoglie i principi, la pedagogia ne è, dunque, il catalizzatore che ha l’obiettivo di aiutare le persone a realizzare se stesse proprio attraverso le norme.

In un simile orizzonte ideale risulta ancora più chiaro il legame quasi identificativo tra scuola e Costituzione, come in un rapporto aristotelico di potenza e atto volto a fondare la società come un “blocco intellettuale-morale” in cui la cultura sia finalmente un bene condivisibile, “organizzazione, disciplina del proprio io interiore”, potremmo dire con Antonio Gramsci.

Spingendo ancora più in là la similitudine, il Professore ha sottolineato che la stessa organicità che lega gli articoli della Costituzione si rileva tra le discipline in cui sono organizzati i curricoli scolastici: nessuna separata dalle altre può garantire una solida formazione alla cittadinanza globale e, quindi, l’Educazione Civica non è che l’occasione per esplicitare compiutamente la saldezza di quel legame.

Su sollecitazione di una studentessa, il discorso ha, infine, toccato il delicato concetto della sovranità popolare, che per Corradini “necessita di istituzioni efficaci per compiersi e che si espleta pienamente soltanto quando si diventa capaci di promuovere la pace per tutti”.

Capire, insomma, che l’identità e i diritti si affermano accettando che non siamo i soli a farlo. Capire, non obbedire come quando “si era a scuola come dei soldatini” ha aggiunto il Professore, ricordando i primi anni da scolaro durante il Fascismo:

“Con Mussolini volevamo vincere e abbiamo perso. Con Gesù e coi Padri costituenti non abbiamo la certezza di vincere, ma abbiamo accettato la sfida della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà, pena la regressione nel caos e di nuovo nella dittatura”.

Infine, la consapevolezza un po’ amara di non essere certo di riuscire a vedere “la tranquilla e condivisa realizzazione di una valida Educazione Civica in tutte le scuole italiane”. “Mi basterebbe però sapere che il processo non s’impantanerà di nuovo per equivoci, illusioni, delusioni, mancanza di consapevolezza della posta in gioco” ha detto, nel congedarsi, il nostro Demostene.

Luciano Corradini (Reggio Emilia, 1935) è Professore emerito di Pedagogia Generale all’Università Roma Tre; è stato per molti anni Vice-Presidente del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e Sottosegretario nello stesso dicastero. Autore di numerosi volumi e interventi sull’Educazione alla Cittadinanza, tema di cui è tra i maggiori esperti in Italia, ha concentrato gran parte dei suoi sforzi sull’introduzione dello studio della Costituzione nelle scuole di ogni ordine grado. Ma è, soprattutto, cinque volte bisnonno, come tiene sempre a ricordare.

www.lucianocorradini.it

In un periodo dove il confronto, anche a distanza, diventa essenziale, i nostri studenti delle medie e delle superiori hanno avuto l’opportunità di dialogare in streaming con il Direttore del Tg La7 Enrico Mentana.

Collegandosi tramite un link, inserendo le credenziali personali di cui sono muniti e coordinati dagli insegnanti, hanno avuto così l’occasione di condividere riflessioni e porre domande sul complesso momento che stiamo attraversando a chi, questo momento, ha il compito di raccontarlo, quotidianamente, a milioni di persone.

Dopo l’introduzione del vice preside Shane Grant, il Direttore Mentana ha delineato alcuni punti, successivamente approfondendoli, che hanno caratterizzato l’evento in diretta. Dai giovani alla tecnologia, dalla scienza alle “fake news” che, mai come adesso, rischiano di avvelenare l’informazione e la società, fino all’economia.

«Un nemico invisibile che non potevamo prevedere», una crisi globale, quella causata dal coronavirus, che ci obbliga a non abbassare mai il livello di guardia.

Chiunque volesse rivedere l’incontro via web del Direttore del Tg La7 con gli studenti delle classi delle medie e dell’High School può farlo cliccando sul video di seguito:

Tanti auguri Marymount! 89 anni e non sentirli: il 7 ottobre si è celebrato, infatti, l’anniversario del nostro Istituto, con momenti di raccoglimento e preghiera nella messa che, per medie e liceo, è stata celebrata dal parroco olandese Fr. Sjaak De Boer, mentre, per la primaria, dal parroco della vicina Basilica di Sant’Agnese.

Un progetto formativo, quello della nostra Scuola, che non dimentica la sua importante tradizione e che sa guardare al futuro con fiducia e ottimismo. Per un cammino da fare insieme… verso il 90esimo!

 

 

5 ottobre,  la Giornata mondiale degli insegnanti, celebrata dall’Unesco per sottolineare il ruolo fondamentale di una professione “delicatissima e di grande responsabilità”.

La giornata fu istituita 25 anni fa per commemorare la sottoscrizione delle “Raccomandazioni dell’UNESCO sullo status di insegnante”, avvenuta nel 1966, documento di riferimento per i diritti e le responsabilità dei docenti a livello globale.

Quest’anno, in particolare, la data è dedicata ai giovani insegnanti e al futuro dell’insegnamento, tema che rientra tra gli impegni dell’“Agenda 2030”.

Nel mondo, infatti, sono ancora troppi gli insegnanti che non hanno la libertà e il sostegno di cui hanno bisogno per svolgere un lavoro di vitale importanza per la formazione scolastica, civica e sociale delle generazioni future.

“Teaching in Freedom, Empowering Teachers” ribadisce il valore del compito che sono chiamati a svolgere e riconosce le sfide e gli ostacoli che molti di loro incontrano sul proprio percorso.