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La creatività, come sir Ken Robinson diceva nei suoi interventi, è un qualcosa che va continuamente allenato come lo studio delle tabelline o la conoscenza di testi letterari.Con i bambini del Kindergarten durante l’anno abbiamo avuto tante occasioni per praticare ed esprimere la nostra creatività. Ho adorato questa ultima attività perché guardando il risultato di ogni studente scorrono davanti i miei occhi le esperienze vissute insieme e la conoscenza che ho di quel bambino o quella bambina nella sua opera.Dal libro Extraordinary Things to Cut Out and Collage di Maria Rivans  ho fotocopiato e ritagliato un buon numero di immagini. Le maestre dei bambini hanno scattato e stampato un ritratto b/n di ogni studente, la foto scontornata è poi stata attaccata su un cartoncino A5. Il giorno dell’attività abbiamo messo al centro dell’aula tutte le immagini disponibili e abbiamo chiesto ad un tavolo di bambini per volta di venire a scegliere 5 immagini ogni volta che venivano chiamati. I bambini hanno disposto queste immagini sul loro ritratto senza incollare con l’obiettivo di realizzare un autoritratto dal titolo What’s in my mind. Hanno spostato più volte le loro immagini per gestire lo spazio e solo quando erano soddisfatti hanno incollato.Ciascuno di loro ha espresso il suo modo di essere e le proprie preferenze, c’è chi ha incollato un quantitativo di immagini incredibile che rispecchia le tante idee che passano nella sua testa, o chi ha scelto pochissime immagini non trovandone altre perché adora le automobili e cercava solo queste. Ciascuno in questa attività a modo suo ha realizzato un piccolo capolavoro. L’idea di questo lavoro è partita da un workshop di Scratch, strumento per la programmazione, cui ho partecipato e dove dopo aver realizzato il progetto grafico si programmavano alcuni elementi perché si muovessero. Se siete curiosi potete vederlo al link https://scratch.mit.edu/projects/535284283, direttamente in Scratch.Abbiamo realizzato attività bellissime in questo anno così particolare, vorrei concludere con un grande grazie alle mie colleghe, le maestre del Kindergarten, sempre pronte ad accogliere a braccia aperte le sfide creative che porto in classe, e un grazie altrettanto grande atutti i bambini coinvolti per tutto quello che mi hanno insegnato nel tempo speso insieme. 

Maestra Paola 

Educare cittadini e cittadine del domani significa anche permettere loro di interagire con culture differenti, scoprire le bellezze che portano nella nostra vita così da permettere l’integrazione in una società accogliente. Nel progetto di educazione alla cittadinanza nelle classi prime della primaria abbiamo realizzato un lavoro interdisciplinare con la lingua cinese che aveva come tema l’albero, tema centrale  nella progettazione di inizio anno, e le parole gentili. Siamo partiti dal quadro dell’albero della vita di Klimt e ciascun alunno ha colorato uno o più tasselli. Successivamente su dei fogli bianchi i bambini hanno trascritto le parole gentili apprese come 你好 nǐhǎo (ciao, buongiorno) 我爱你 wǒ ài nǐ (ti voglio bene) 请 qǐng (prego) ed altre espressioni usate durante l’anno. Dopo la lezione ho montato il pannello unendo tutti i loro disegni e tutti i bambini erano entusiasti, sono davvero rimasti a bocca aperta. Abbiamo bisogno di “bellezza” nelle nostre vite e con il lavoro delle tre sezioni abbiamo realizzato una bellissima parete della gentilezza! 

Maestra Paola 

Durante le lezioni di tecnologia nelle tre classi quinta abbiamo portato avanti un progetto STEAM che ha appassionato tutti durante le fasi di costruzione. Con materiali di riciclo abbiamo costruito una mano “robotica” nel senso che ha la possibilità di muovere le giunture. Il discorso è stato ampliato parlando dell’Associazione “Io do una mano” la quale costruisce “mani robotiche” per bambini con l’uso della stampante 3D. Questo perché arti artificiali hanno un costo elevato e non sempre le famiglie riescono a supportare la crescita del bambino è poter cambiare il braccio artificiale. L’uso della stampante 3D abbatte notevolmente i costi ed accompagna il bambino nell’uso fin dalla progettazione, i bambini riescono infatti a crearsi una mano di Iron Man divertendosi tantissimo ed imparando pian piano ad accettare l’uso di questo arto. Se volete saperne di più il sito è www.iodo una mano.org 
Paola Mattioli


Mani robotiche
Nelle quinte abbiamo fatto un bellissimo progetto: il progetto delle mani robotiche. In questa attività abbiamo creato delle mani di carta con materiali semplici, ma che poi possono essere veramente usate. Intendo dire che queste mani inizialmente erano solo una sagoma di mano fatta su un cartoncino e poi ritagliata, ma noi abbiamo anche aggiunto cannucce al posto delle giunture e abbiamo passato dentro a queste cannucce dei fili. Ho prima scritto, che queste mani sono poi state veramente usate perché anche se non sono usate come vere mani si possono ugualmente muovere facendo piegare il cartone quando tiri i fili inseriti in precedenza nelle cannucce. È vero questo è l’unico movimento che le nostre mani di cartone possono fare, ma ci sono delle associazioni che realizzano delle mani veramente utili e utilizzabili. Queste mani servono a quei bambini o adulti che non sono stati fortunati come noi e non hanno mai avuto una mano o l’hanno persa. Queste mani robotiche vengono usate al posto delle mani vere in modo tale che queste persone possano comunque avere una mano sia per coprire il vuoto che c’è alla fine del braccio ma soprattutto per avere una mano da usare. C’è un’associazione in particolare che crea mani per bambini. Si chiama “Io do una mano”, questa associazione dà ai bambini la libertà di personalizzare la loro mano come desiderano. Questo processo è utile perché così i bambini riescono ad abituarsi più facilmente alla situazione, perché con una mano personalizzata da te riesci a sentirti più a tuo agio. Le mani realizzate dai bambini sono spesso mani come la mano di un supereroe o una mano più fantasiosa che non è riferita a nessun personaggio. Le mani vengono disegnate e poi stampate con la stampante 3D. La stampante non stampa direttamente la mano intera ma dei piccoli pezzi che poi vengono montati insieme. Alla fine come risultato si realizza una mano che piacerà e aiuterà il bambino, ma in più sarà anche ecologica. Ecco a chi ci siamo ispirati nel nostro progetto. È stato sia un bel gesto nel confronto delle persone che hanno perso una mano e anche un bellissimo progetto che ci ha fatto espandere al massimo la nostra creatività e ci ha fatto divertire e stare insieme realizzando un progetto in coppia, ma sempre con le dovute attenzioni del regolamento Covid.

Ecco un piccolo pensiero su questo piccolo, piccolo progetto che ci ha permesso di conoscere una situazione così infinitamente grande!

di Micol classe 5C


Robotic Hands Project 
Molte settimane fa, tutte le quinte elementari hanno fatto un progetto di tecnologia moto diverso da tutti quelli che normalmente si possono immaginare: il progetto Mani Robotiche (o, in inglese: Robotic Hands). 

La maestra di tecnologia, Paola Mattioli, ci ha veramente divertito facendoci fare delle vere e proprie mani “fatte in casa”, con dei materiali facili da trovare e molto creativi. 

Prima di tutto, la maestra ci ha diviso in gruppi da due e ha fatto portare a tutti quanti più materiale possibile tra quelli che servivano. Poi, dopo una settimana, ci ha fatto iniziare il vero e proprio progetto. 

Consisteva di prendere uno o due pezzi di cartone e disegnarci sopra la mano di uno dei due bambini (preferibilmente quello con la mano più lunga). Poi, bisognava ritagliare la mano e posizionarla verticalmente sul proprio banco. Ed è allora che cominciava il vero, duro lavoro: 

si doveva incollare una cannuccia abbastanza lunga all’altezza del polso e poi altre 15 cannucce più piccole per tutte le dita, cosicché si potesse formare una mano disposta di giunture e cartilagine! 

Fatto questo tutti gli alunni dovevano prendere 5 lunghi pezzi di filo da cucire o spago e infilarlo cautamente dentro alla cannuccia più lunga. Ogni filo, poi, aveva il proprio dito dove veniva trasportato fino alla parte più alta, a quel punto veniva annodato e incollato. La parte restante del filo veniva lasciata com’era oppure tagliata per creare altre dita. 

Terminato il progetto, avevi una perfetta mano mobile, di cui potevi facilmente muovere le dita tirando i fili e con cui potevi divertirti a creare strani saluti. 

Man mano che terminavano il nostro progetto, la maestra portò via le nostre mani e le attaccò su un grande poster sul quale abbiamo scritto: “ROBOTIC HANDS” e che abbiamo appeso vicino alla porta delle nostre classi. 

Il nostro progetto ha avuto un certo successo, così da incuriosire anche il Preside Andrea Forzoni che si è mostrato  da subito entusiasta della bellissima idea rivoluzionaria. 

Non solo abbiamo aiutato il pianeta Terra, ma abbiamo anche espresso la nostra creatività. 

Ma, diciamocelo, niente di tutto questo sarebbe successo se non ci fossimo dati tutti… una mano!

di Antonio Felipe classe 5C

Questa settimana, in occasione della Giornata della Lingua Cinese nel mondo, e con un check al fuso orario, la classe 3A scuola primaria ha avuto la possibilità di fare un meeting online con una classe di pari livello in Cina.

Il collegamento con la scuola è stato fatto grazie a Mr Micheal, attualmente Academic Principal presso la Beijing Enlighten School di Pechino.

La conversazione in classe è stata guidata in lingua inglese con Miss Niamh e l’insegnante di lingua inglese della classe cinese, che hanno sostenuto i bambini nelle domande e nelle risposte da ambo le parti.

Alcuni bambini prima della domanda si sono anche presentati in cinese ed hanno mostrato il loro entusiasmo nel conoscerli.

L’imbarazzo di alcuni nel parlare è stato schermo di una sincerità che caratterizza i nostri bambini e del grande senso di apertura che vivono in una realtà come la nostra scuola.

Uno dei goal delle Religiose del Sacro Cuore di Maria è proprio creare unità attraverso la diversità e noi insegnanti cerchiamo di renderlo vivo nella nostra didattica anche con esperienze come quella di oggi.

Prof.ssa Paola Mattioli

La casa editrice Erickson ci ha invitato a partecipare ad un progetto dedicato alla creatività per ricordare Sir Ken Robinson, un professore che per tutta la vita si è battuto perché nelle scuole bambini e ragazzi avessero il tempo e il modo di esprimere la loro creatività, proprio come hanno fatto i nostri alunni per questo progetto. L’evento ha il titolo di “Imagine if…” e raccoglie i lavori di tutti i bambini che hanno partecipato.

L’ordine con cui i lavori appaiono è semplicemente quello del tempo impiegato a scansionare o scaricare e caricare nel sito quello che era stato inviato, i lavori sono tutti importanti e bellissimi, dal primo all’ultimo.
Il sito funziona su qualsiasi device, la migliore visibilità però è sicuramente da computer, si può visionare al link  https://spark.adobe.com/page/9rzi7XPR4PvSj/ 

Grazie a tutti per la partecipazione, per chi non avesse potuto non preoccupatevi! Amiamo la creatività ed inventeremo creativamente da qui… a per sempre! 

A seguito di un percorso di formazione intrapreso dalla maestra Paola, il Kindergarten e già alcune classi della primaria, hanno avuto la possibilità di sperimentare il mondo dei Six Bricks. Grazie ad attività brevi e super divertenti con un set LEGO® DUPLO® in sei colori i bambini hanno la possibilità di esercitare la memoria, i movimenti e la coordinazione, la creatività e tanto altro. 

Quando i bambini sono coinvolti in sfide “di gioco” sono chiamati a mettere in campo abilità di base senza neanche rendersene conto. 

Essi lavorano sul linguaggio (in italiano e in inglese) quando sono chiamati a descrivere i loro manufatti o a compiere azioni con i sei mattoncini ascoltando una storia. 

Allenano la loro capacità di problem solving dal momento che devono ricordare i passaggi assegnati nella sfida o rispondere alla stessa con soluzioni creative. 

Rispettano i compagni aspettando il loro turno di parola, imparano dai compagni stessi ed hanno cura dei materiali, ognuno riceve all’inizio della lezione i suoi 6 mattoncini che al termine vengono adeguatamente disinfettati. 

La cosa più bella di questo percorso è sapere che LEGO® abbia sviluppato questa idea per situazioni di disagio dove i bambini non hanno nulla, far riflettere i bambini su quanto ogni volta noi  riusciamo a fare usando solo 6 mattoncini ha un grande valore educativo.

Si occupa della diffusione di questo metodo Care for Education, un’organizzazione no profit partner di LEGO® Foundation che si trova in Africa. 

Roald Dahl diceva la vita è più divertente se si gioca, e se giocando impariamo e cresciamo ancor meglio! 

L’insegnante Paola Mattioli dal 1 al 3 giugno parteciperà come unico esponente italiano alla decima Conferenza Internazionale sull’Insegnamento del Cinese con le nuove tecnologie presso la National Taiwan Normal Univerisity.
Viste le sue competenze digitali è stata inoltre invitata come ospite principale al Convegno “STEM & Pictures Books” del 30 maggio presso la stessa università.