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Oggi, 25 novembre, è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una data, questa, che è stata scelta in ricordo dell’assassinio delle sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, uccise, nel 1960, in Repubblica Dominicana, dagli agenti del dittatore Trujillo.
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, ha così istituito la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, come occasione per invitare i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare attività volte ad informare su questa tematica.
In tale prospettiva, tra le varie iniziative adottate, particolarmente conosciuta è quella delle “scarpe rosse”, abbandonate in tante piazze – anche italiane – per coinvolgere e mobilitare l’opinione pubblica.
Il simbolo è stato ideato nel 2012 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera “Zapatos Rojas”: l’installazione è apparsa infatti per la prima volta in Texas, davanti al consolato messicano di El Paso, per ricordare le centinaia di donne uccise nella città di Juárez (Messico).

Nella settimana dal 23 al 27 novembre, quindi, anche il ministero dell’Istruzione incoraggia le istituzioni scolastiche – di ogni ordine e grado – ad effettuare approfondimenti sul tema per sensibilizzare sulla necessità di contrastare, con ogni mezzo culturale, il doloroso fenomeno della violenza di genere.

Oggi, 21 settembre, è la Giornata Internazionale della Pace, ricorrenza per un auspicio di pace mondiale e non violenza.
Dapprima la giornata, istituita il 30 novembre 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, veniva celebrata il terzo giovedì di settembre, successivamente – con la risoluzione del 7 settembre 2001 – è stato scelto questo giorno con l’intento di esortare, in tale circostanza, le organizzazioni governative e non, le comunità e i singoli individui a concentrarsi nella promozione di azioni educative e di sensibilizzazione sul tema della pace globale. 
Purtroppo, infatti, il nostro è un mondo afflitto da numerosi conflitti che, ogni giorno, oltre a causare perdite e distruzione, rubano l’infanzia a milioni di bambini.
«Dobbiamo scegliere la pace, è l’unica opzione per riparare il nostro mondo distrutto» ha affermato, per l’edizione 2021, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha invitato, proprio in questa occasione, ad “osservare una giornata di cessate il fuoco globale”. 
«La pace e il progresso – ha continuato – dipendono dalla nostra capacità di riunirci come famiglia umana. Non possiamo lasciare che il nostro futuro sia divorato dall’odio, dalle divisioni, dai conflitti e dalla sfiducia» ha concluso.

Eliminare la discriminazione razziale richiede impegno costante. Il messaggio del Papa in un tweet in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale richiama alla necessità di attenzione costante: “Il razzismo è un virus che muta facilmente e invece di sparire si nasconde, ma è sempre in agguato. Le espressioni di razzismo rinnovano in noi la vergogna dimostrando che i progressi della società non sono assicurati una volta per sempre” dice Bergoglio aggiungendo gli hashtag #FightRacism #FratelliTutti.

Dal 1966 le Nazioni Unite hanno proclamato il 21 marzo Giornata internazionale per l’eliminazione dell’odio razziale. La scelta è caduta sul primo giorno di primavera perché il 21 marzo 1960, a Sharpeville, un gruppo di dimostranti sudafricani scioperò contro una delle più odiose norme introdotte dal regime dell’apartheid, secondo cui qualunque uomo dalla pelle nera per accedere ad una zona riservata alla gente bianca si sarebbe dovuto procurare un’autorizzazione. Durante la protesta pacifica la polizia aprì il fuoco, ci furono 69 morti e 180 feriti.

Le Nazioni unite hanno scelto come tema per il 2021 “I giovani in lotta contro il razzismo” ricordando come i ragazzi abbiano avuto un ruolo di primo piano nell’organizzazione delle marce Black Lives Matter del 2020 quando migliaia di ragazzi sono scesi in piazza per protestare contro la discriminazione razziale e hanno diffuso attraverso i social messaggi di un attivismo che, affermano le Nazioni Unite, “è tanto più significativo nel contesto della pandemia, che ha ristretto la libertà di movimento e di riunione e ha scatenato ondate di odio, violenza e paura verso etnie diverse”.

La Giornata internazionale dei diritti della donna ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in molte parti del mondo.

La giornata mondiale della giustizia sociale è una ricorrenza internazionale celebrata il 20 febbraio di ogni anno (a partire dal 2009), indetta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per promuovere la fondamentale questione a livello globale.

Secondo le Nazioni Unite, infatti, il raggiungimento della giustizia sociale è il fulcro per lo sviluppo e la dignità umana, principio basilare per la prosperità e la coesistenza pacifica interna e tra paesi.

In particolare: “sosteniamo i principi della giustizia sociale quando promuoviamo l’uguaglianza di genere, i diritti delle popolazioni indigene e dei migranti. Rafforziamo la giustizia sociale quando rimuoviamo le barriere che le persone affrontano a causa del genere, dell’età, della razza, dell’appartenenza etnica, della religione, della cultura o della disabilità”.
Fonte/per approfondire: https://www.onuitalia.it/

Compie 30 anni la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che si celebra oggi, 20 novembre, data in cui, nel 1989, la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia venne approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

In Italia è stata ratificata il 29 maggio del 1991 e, attualmente, viene riconosciuta e ricordata in ben 190 Paesi per sancire il diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo e all’integrazione.

La Convenzione, composta da 54 articoli, si è basata, in particolare, su quattro principi ispiratori: la non discriminazione, il superiore interesse del minore e il rispetto per la sua opinione, il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo.

Eppure, la strada dell’uguaglianza, anche per i più piccoli, è ancora lunga: molti bambini e adolescenti sono vittime di violenze e abusi, discriminati, emarginati, costretti a vivere in condizioni di grave trascuratezza e disagio; alcuni soffrono la fame, la privazione degli affetti e non frequentano la scuola.

Una giornata che rappresenta una riflessione costante sul mondo dei minori, sulla necessità che nessun bimbo o ragazzo sia privato del proprio futuro, perché, ricordando le parole di Papa Francesco, “da come sono trattati i bambini si può giudicare una società”.

Cade oggi, 5 ottobre, la Giornata mondiale degli insegnanti, il cui motto, per questa edizione 2018, è: “the right to education means the right to a qualified teacher”. La giornata si pone l’obiettivo di suscitare riflessioni sul ruolo dei professionisti della formazione e sulle sfide che affrontano quotidianamente.

La rilevanza che l’Onu riconosce agli insegnanti si desume, infatti, anche dall’Obiettivo 4 di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, “Istruzione di qualità”, nel quale vengono definiti “soggetti chiave” per l’attuazione dei traguardi sull’educazione.

Traguardi che, in classe, si ottengono anche con dedizione, vocazione ed amore, sincero, per l’apprendimento da trasmettere ai propri allievi: sarà un caso che, proprio in questa data, ricada anche la Giornata mondiale del sorriso? Insieme a quaderni e astucci, tra i banchi di scuola, non dovrebbe mai mancare!

Un’opportunità per riflettere sullo stato della democrazia nel mondo: questo è il senso della Giornata Internazionale della Democrazia che si celebra il 15 settembre.

Proclamata l’8 novembre 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la giornata è occasione per considerare l’importanza di un valore universale, basato sulla libertà di un popolo di determinare il proprio sistema politico, economico, socio-culturale e di parteciparvi attivamente.

Infatti è solo con il pieno sostegno della comunità internazionale, degli organi di governo nazionali, della società civile e degli individui che l’ideale della democrazia può essere messo in atto e giorni come questo servono a ricordarcelo.

L’insegnante Paola Mattioli dal 1 al 3 giugno parteciperà come unico esponente italiano alla decima Conferenza Internazionale sull’Insegnamento del Cinese con le nuove tecnologie presso la National Taiwan Normal Univerisity.
Viste le sue competenze digitali è stata inoltre invitata come ospite principale al Convegno “STEM & Pictures Books” del 30 maggio presso la stessa università.