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La sorpresa a Sr. John Bosco è stata la festa di tutti: solo pochi passi all’interno del nostro Istituto per trovare staff e docenti riuniti in salone per festeggiare lei che, dopo tanti anni di dedizione, lascia il suo ruolo di Business Manager. Anni di impegno costante, di abnegazione e vocazione autentica, che hanno reso Sister John Bosco un pilastro portante del Marymount.

Non è stato possibile trattenere la commozione di fronte ad un momento così intenso dove, insieme, ci siamo sentiti parte di un’unica grande famiglia. Un saluto, quello alla Sister, al quale hanno voluto partecipare anche le consorelle del Sacro Cuore di Maria che hanno inviato da Tarrytown un videomessaggio intriso di ricordi, sentimenti, ironia.

Il pensiero oltreoceano, infatti, non ha lasciato indifferente Sister John Bosco, celebrata da amici, colleghi, parenti e suore che, in questa serata, conclusasi in un clima di convivialità e musica, hanno voluto semplicemente e con affetto ringraziarla del grande lavoro svolto.

Omaggi fortemente simbolici ad una donna speciale che non ha mai perso energia, entusiasmo e speranza nel futuro: un’antica e preziosa edizione della Bibbia, un centrotavola in argento con impresso lo stemma della nostra Scuola, un biglietto “aperto”, come i cuori di chi era presente, per scegliere una destinazione del mondo da visitare.

Un “mondo” che, grazie anche alla lungimiranza di persone come lei, è entrato nel nostro Istituto e l’ha reso vivo, ricco di storie da raccontare.

Un viaggio alle origini dell’umanità per comprendere la scienza che si nasconde dietro l’interpretazione di antichi resti.

Sono tante le occasioni di arricchimento dei nostri ragazzi presso l’Istituto Marymount, ma nel mese di marzo, in particolare, gli studenti del Liceo hanno avuto la possibilità di interfacciarsi con lo svolgimento di due lezioni accademiche di alto profilo grazie all’intervento in aula della Dottoressa FedericaCrivellaroAssistant Director In-Africa projectLeverhulme Centre for Human Evolutionary Studies,
Department of Archaeology & Anthropology
dell’Università di Cambridge.

Un’opportunità davvero unica, che ha visto i nostri allievi confrontarsi con una materia complessa, legata all’archeologia e all’antropologia; gli studenti dell’High School, infatti, dopo una breve introduzione sulle tematiche trattate nell’ambito degli incontri, con il supporto della Dottoressa Crivellaro, hanno subito potuto cimentarsi nella datazione di vere ossa umane risalenti all’antichità (nel dettaglio provenienti dalla zona denominata “Isola Sacra”).

L’Isola Sacra è un’area di circa 12 km², situata presso la foce del Tevere, un importante insediamento sepolcrale, sviluppatosi a partire dalla fine del I secolo d.C.

Approcciandosi con curiosità e rispetto ai resti presi in esame, gli studenti hanno appreso i principi della datazione dei reperti tramite, ad esempio, l’analisi della dentatura e dell’aspetto generale delle parti oggetto delle lezioni.

Nel ciclo dei due appuntamenti, la Dottoressa Crivellaro ha presentato alcuni focus relativi al “DNA del passato”, dando particolare rilievo alle informazioni che, ancora oggi, questi resti possono trasmetterci in termini di età, stato sociale, usanze, sesso della persona e aiutando i ragazzi più che a trovare risposte a porsi le giuste domande di fronte a testimonianze così tangibili di epoche lontane.

Un laboratorio molto coinvolgente – della durata complessiva di circa 4 ore – che ha destato nei nostri studenti un forte interesse nei confronti dell’antropologia biologica e delle sfide, vecchie e nuove, dell’affascinante campo dell’evoluzione.

Di seguito online il video del nostro Istituto: scopri cosa vuol dire scegliere Marymount

Un sistema efficace e collaudato da tempo quello che sta permettendo al nostro Istituto di proseguire la didattica attraverso l’uso del web e della tecnologia.

Da sempre l’Istituto Marymount punta all’alfabetizzazione digitale e all’aggiornamento costante di studenti e docenti, tramite iniziative e percorsi volti ad approfondire informatica, coding e robotica (dal FabLab al Maker Faire, dalla teoria alle esperienze dirette).

Oggi, proprio grazie a queste competenze, acquisite e perfezionate negli anni, la nostra scuola continua la propria missione formativa con lezioni live e on demand che, in base alle differenti esigenze, stanno consentendo ad alunni e corpo docente il regolare svolgimento del piano di studi stabilito per ogni classe.

I ragazzi, fin da subito, hanno manifestato grande impegno e puntualità nello stare davanti ai dispositivi e alcuni bambini della scuola dell’infanzia e della primaria, durante le attività, hanno voluto vestirsi con la divisa: un gesto che ci ha coinvolto ed emozionato.  

Diverse le modalità di formazione a distanza: lezioni audio registrate, lezioni video registrate, lezioni Live tramite Google Meet (già attive per medie e liceo e – da lunedì prossimo – disponibili per infanzia e primaria).

Da anni, infatti, a partire dall’Early Childhood fino al liceo (High School), gli studenti sono in possesso di un login al sistema che, per mezzo di una connessione ad alta velocità, rende possibile l’accesso alla videoconferenza in un’aula virtuale su Google Hangouts Meet.
I contenuti didattici, caricati dai docenti, sono pubblicati, tutti i giorni, dalle ore 9.00 del mattino e gli insegnanti – collegati via web – possono interagire con la classe, in orario scolastico e secondo le materie previste, dalle 9.00 alle 13.00.

Nelle prossime settimane, ogni venerdì, il preside e il vice preside del nostro Istituto invieranno aggiornamenti e resoconti relativi all’avanzamento e alla continuità didattica. 

Quando parliamo di Marymount parliamo, prima di tutto, di comunità, di uno spirito che identifica, nel mondo, ogni singolo Istituto del nostro Network.

Un progetto di crescita articolato e completo, che va dall’infanzia fino alla più alta formazione accademica. Così, nel mese di marzo, abbiamo accolto una delegazione di Professori e studenti provenienti proprio dalla nostra Università: quella di Arlington, in Virginia.

Un gruppo di studenti e docenti dell’Università Marymount era in Italia, infatti, per conoscere e confrontare il sistema didattico nazionale con quello statunitense.

Un incontro che è stato molto di più di una semplice visita e ha rappresentato un’importante occasione di condivisione, durante la quale si sono espresse idee, opinioni e punti di vista: un vero e proprio ponte che, virtualmente, ci ha congiunto con il campus oltreoceano.

Il comitato dell’Università di Arlington era composto da 12 partecipanti, nelle persone di:
Michele Garofalo- Faculty Member,
Tammy Davis- Faculty Member,
Victor Betancourt-Santiago- Director,
Global Education,
Cameron Boster- Graduate School Counseling student,
Loretta Jacoby- Marymount Alum and Middle School Counselor,
Eric Jefferson- Graduate School Counseling student,
Carolyn Kroeger- Graduate School Counseling student,
Ana Gaitan- Graduate School Counseling student,
Betis Sorto-Sanchez- Graduate School Counseling student,
Magdalen Osei Brantuo- Graduate School Counseling student,
Remy Carter- Undergraduate (Senior) Psychology student e Tessa Davis- Graduate School Counseling student.

La delegazione ha avuto modo di visitare, prima, il Liceo in Via Livorno, conoscendo gli studenti e alcuni membri del corpo docente; successivamente, nell’arco della stessa giornata, è arrivata in Via Nomentana, dove ha incontrato alcuni degli alunni che hanno preso parte alle iniziative del MUN e della Leadership e i Principals del nostro Istituto, proseguendo, poi, con il tour della Scuola ed un pranzo tutti insieme.

Durante lo scambio di vedute nel nostro salone, il comitato dell’Università ha espresso particolare apprezzamento per la cura dei dettagli e l’accoglienza ricevuta e, soprattutto, per il forte impegno quotidiano nel far percepire ai ragazzi la grande famiglia Marymount che ogni scuola, ad ogni latitudine, rappresenta e di cui tutti noi facciamo parte. Inoltre, il confronto tra diverse figure professionali ha consentito un dialogo di ampio respiro, anche nell’ottica di alcuni aspetti da poter implementare. Tutti i partecipanti hanno colto con grande piacere l’entusiasmo manifestato dagli studenti della nostra High School, felici nel conoscere più da vicino lo step accademico, successivo al liceo, che porta avanti la tradizione della rete RSHM.

Esperienze, tutte, di uno staff appassionato che, in quello che fa, investe competenza e cuore: qualcuno dai banchi di scuola Marymount si ritrova, poi, con orgoglio e con lo stesso spirito di appartenenza a vivere questa realtà anche nel proprio iter lavorativo. L’energia positiva trasmessa dal nostro Istituto, il valore attribuito dai nostri ragazzi alle numerose esperienze all’estero, la conoscenza di diverse lingue straniere da parte degli studenti e il prezioso rapporto di guida insegnate/alunno sono stati alcuni degli elementi che maggiormente hanno colpito i colleghi di Arlington, testimoni di una connessione autentica che non conosce distanza.

Sconfiggere i bulli grazie alla forza del sorriso: positiva, potente e vincente è la testimonianza di Sofia Dominici, una ragazza vitale e piena di coraggio che, grazie anche ad Operation Smile, è riuscita a superare molti ostacoli.

Sofia è nata con la labiopalatoschisi, una malformazione facciale piuttosto comune, conosciuta anche come “labbro leporino”. Una condizione che, molto presto, l’ha messa di fronte a una barriera che nessuno vorrebbe mai trovare sulla propria strada: quella del bullismo.

Per fortuna, però, attraverso un complesso iter medico e ad Operation Smile, fondazione impegnata da 35 anni nel sostegno e nella cura dei bambini affetti da labiopalatoschisiSofia è riuscita a sottoporsi all’operazione chirurgica che l’ha fatta nascere una seconda volta.

Fortificata da questa esperienza, il suo primo pensiero è stato quello di aiutare gli altri, diventando volontaria dell’associazione e spendendosi in prima persona per sensibilizzare i ragazzi nelle scuole.

«Uscite dal concetto del branco: siate coraggiosi e prendete le vostre scelte. Soprattutto, non giudicate un libro dalla copertina» ha detto Sofia ai nostri studenti – dalle IV elementari fino alle III medie – riuniti in palestra per assistere all’incontro. Sofia, infatti, sa bene che il bullismo non si ferma dinanzi a un problema estetico, ma scaturisce da qualsiasi pretesto, innescato dalla violenza della logica di massa.

I ragazzi hanno posto domande che, nella loro semplicità, racchiudevano, invece, grandi interrogativi sul conoscersi e ri-conoscersi dopo un intervento chirurgico, sulla vita scolastica, le difficoltà quotidiane e sul senso profondo di amicizia e condivisione.

Grazie poi alle parole della Dottoressa Cristina Chiavari, tra i fondatori di Operation Smile Italia, gli allievi sono venuti a conoscenza delle Olimpiadi del Sorriso, una giornata di sport, che si svolgerà il 15 aprile, durante la quale saranno raccolti i fondi per finanziare un’importante missione in Madagascar.

«Anche i bambini possono dare una mano ad altri bambini», ha sottolineato la Dottoressa Chiavari, intento, questo, rafforzato anche dalla visita – nella mattinata della stessa giornata del 19 marzo –  che i volontari hanno svolto presso le classi della scuola Primaria del nostro Istituto.