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Our staff retreat mass was a beautiful way to prepare for the return of our students. We were honoured to have the presence of Sister Margaret Fielding, General Superior of the RSHM. Sister Margaret led our retreat on the importance of instilling charism into our School’s Mission and ethos as characterized by our founder Fr. Jean Gailhac so “that all may have life and have it to the full.”


Siamo lieti di informarvi che a partire da quest’anno sarà possibile destinare il 5 per mille alla nostra Scuola:

FONDAZIONE ISTITUTO
MARYMOUNT (97813370588)
Clicca qui per scaricare l’informativa.

Vi ringraziamo anticipatamente e restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

To round off our first year studying Greek our teachers decided to give us the opportunity to complete this challenging yet wonderful assignment. We wrote compositions in Ancient Greek along the lines of Aesop’s fables to truly understand the spirit of the language. Below are two examples of our fables, one from each class.

Per concludere il nostro primo anno di studio del greco, i nostri professori hanno deciso di assegnare un ultimo compito molto originale e particolare per comprendere pienamente l’essenza della lingua. Seguendo il modello delle favole di Esopo, abbiamo scritto delle brevi composizioni. Sono stati qui riportati due esempi, uno per ogni sezione. 

Scarica Ὁ ὄρνις φθονερός
Scarica ʽΗ ἀλώπηξ καί ὁ βότρυς

Questa settimana finisce il progetto educativo La Scatola Abitata  che come sapete è stato ideato da María Ángeles Vila Tortosa in collaborazione con Ms. Anna Maria Mancini.

Il percorso realizzato dai vostri figli ha contribuito al loro sviluppo creativo, rappresentando, in modo simbolico, un bagaglio artistico che ogni partecipante porterà sempre con sé.

Seguendo la prassi del learn by doing, i bambini hanno studiato numerosi artisti tra cui Pablo Picasso, Giuseppe Arcimboldo, René Magritte e Frida Kahlo.

Il progetto ha permesso ai partecipanti di avvicinarsi al percorso di ogni singolo artista e ad alcune delle loro opere, approfondendo la storia dell’arte e sperimentando diverse tecniche e discipline.

Il risultato di questo percorso è La Scatola Abitata  che i vostri bambini porteranno oggi a casa. All’interno troverete i tutti i lavori realizzati e sicuramente tanti racconti interessanti, frutto della conoscenza e dell’esperienza vissuta.

Di seguito un video del progetto: 

Gli studenti della IIA della nostra middle school hanno progettato una campagna di prevenzione contro il fumo dal nome: “Quit to win and never start”.

Questo lavoro e’ stato svolto durante le ore di educazione civica insieme all’insegnante di scienze.

I ragazzi hanno creato dei questionari, raccolto evidenze scientifiche  e proposto alternative al fumo con una ricerca bibliografica sulle organizzazioni che supportano tali iniziative.

Per visionare il materiale elaborato, alleghiamo il pdf.

Congratulations go to several of our Marymount High School Students who entered the competition in January 2021 and came away with various prizes ranging between 10% to 30% scholarships to the Cambridge and Oxford summer schools. Here are some of the essays submitted which won scholarships.

  • In the category : International relations, Age group 13-15 Emma Costantini  wrote  What are the main causes of war?
  • In the category : Law, Age group 13-15 Ottavia Costantini wrote “What does justice mean?”
  • In the category : Medicine, Age group 13 – 15 Lucrezia Cerulli wrote “What field of medicine has the biggest impact on society?” Ginevra Biasiotti wrote  “What field of medicine has the biggest impact on society?”
  • In the category Economics, Age group 13- 15 Margherita Briza Aprile wrote “The Dutch Tulipmania.
  • In the category Architecture, Age group 16-18 Niccolo Perrone Rodriguez wrote “ Brunelleschi – my favourite architect.” Edoardo Leone  wrote “Brunelleschi – my favourite architect.”

Nell’ambito del percorso di Educazione Civica dell’anno scolastico 2020/2021, gli alunni delle classi terze del Liceo Marymount High School hanno analizzato la natura della Costituzione a partire da alcune parole chiave quali: Constitutio (forma di governo), Civitas (cittadinanza), Ius (diritto), Res Publica (letteralmente “cosa pubblica”). Gli alunni hanno, dunque,  indagato il rapporto che intercorre tra i valori del mondo antico e quelli che sono alla base della nostra cultura civile, sociale e politica.

Tra i 12 principi fondamentali della nostra Carta costituzionale, gli studenti hanno deciso di soffermarsi sulla lettura dell’articolo 10. Quest’ultimo ha permesso di approfondire il dibattito sulla concessione della cittadinanza a partire dal concetto di Ius Civitatis che, nell’antica Roma, indicava lo status giuridico del cittadino. Inoltre  gli studenti hanno confrontato il tema dell’accoglienza degli stranieri con la pratica della Xenìa (ovvero dell’ospitalità) del mondo greco.

Si è dunque cercato di esporre il percorso in chiave più moderna, creando un prodotto multimediale e digitale, in maniera più interattiva e coinvolgente possibile. 

Written by Giulia, III B

Durante le lezioni di tecnologia nelle tre classi quinta abbiamo portato avanti un progetto STEAM che ha appassionato tutti durante le fasi di costruzione. Con materiali di riciclo abbiamo costruito una mano “robotica” nel senso che ha la possibilità di muovere le giunture. Il discorso è stato ampliato parlando dell’Associazione “Io do una mano” la quale costruisce “mani robotiche” per bambini con l’uso della stampante 3D. Questo perché arti artificiali hanno un costo elevato e non sempre le famiglie riescono a supportare la crescita del bambino è poter cambiare il braccio artificiale. L’uso della stampante 3D abbatte notevolmente i costi ed accompagna il bambino nell’uso fin dalla progettazione, i bambini riescono infatti a crearsi una mano di Iron Man divertendosi tantissimo ed imparando pian piano ad accettare l’uso di questo arto. Se volete saperne di più il sito è www.iodo una mano.org 
Paola Mattioli


Mani robotiche
Nelle quinte abbiamo fatto un bellissimo progetto: il progetto delle mani robotiche. In questa attività abbiamo creato delle mani di carta con materiali semplici, ma che poi possono essere veramente usate. Intendo dire che queste mani inizialmente erano solo una sagoma di mano fatta su un cartoncino e poi ritagliata, ma noi abbiamo anche aggiunto cannucce al posto delle giunture e abbiamo passato dentro a queste cannucce dei fili. Ho prima scritto, che queste mani sono poi state veramente usate perché anche se non sono usate come vere mani si possono ugualmente muovere facendo piegare il cartone quando tiri i fili inseriti in precedenza nelle cannucce. È vero questo è l’unico movimento che le nostre mani di cartone possono fare, ma ci sono delle associazioni che realizzano delle mani veramente utili e utilizzabili. Queste mani servono a quei bambini o adulti che non sono stati fortunati come noi e non hanno mai avuto una mano o l’hanno persa. Queste mani robotiche vengono usate al posto delle mani vere in modo tale che queste persone possano comunque avere una mano sia per coprire il vuoto che c’è alla fine del braccio ma soprattutto per avere una mano da usare. C’è un’associazione in particolare che crea mani per bambini. Si chiama “Io do una mano”, questa associazione dà ai bambini la libertà di personalizzare la loro mano come desiderano. Questo processo è utile perché così i bambini riescono ad abituarsi più facilmente alla situazione, perché con una mano personalizzata da te riesci a sentirti più a tuo agio. Le mani realizzate dai bambini sono spesso mani come la mano di un supereroe o una mano più fantasiosa che non è riferita a nessun personaggio. Le mani vengono disegnate e poi stampate con la stampante 3D. La stampante non stampa direttamente la mano intera ma dei piccoli pezzi che poi vengono montati insieme. Alla fine come risultato si realizza una mano che piacerà e aiuterà il bambino, ma in più sarà anche ecologica. Ecco a chi ci siamo ispirati nel nostro progetto. È stato sia un bel gesto nel confronto delle persone che hanno perso una mano e anche un bellissimo progetto che ci ha fatto espandere al massimo la nostra creatività e ci ha fatto divertire e stare insieme realizzando un progetto in coppia, ma sempre con le dovute attenzioni del regolamento Covid.

Ecco un piccolo pensiero su questo piccolo, piccolo progetto che ci ha permesso di conoscere una situazione così infinitamente grande!

di Micol classe 5C


Robotic Hands Project 
Molte settimane fa, tutte le quinte elementari hanno fatto un progetto di tecnologia moto diverso da tutti quelli che normalmente si possono immaginare: il progetto Mani Robotiche (o, in inglese: Robotic Hands). 

La maestra di tecnologia, Paola Mattioli, ci ha veramente divertito facendoci fare delle vere e proprie mani “fatte in casa”, con dei materiali facili da trovare e molto creativi. 

Prima di tutto, la maestra ci ha diviso in gruppi da due e ha fatto portare a tutti quanti più materiale possibile tra quelli che servivano. Poi, dopo una settimana, ci ha fatto iniziare il vero e proprio progetto. 

Consisteva di prendere uno o due pezzi di cartone e disegnarci sopra la mano di uno dei due bambini (preferibilmente quello con la mano più lunga). Poi, bisognava ritagliare la mano e posizionarla verticalmente sul proprio banco. Ed è allora che cominciava il vero, duro lavoro: 

si doveva incollare una cannuccia abbastanza lunga all’altezza del polso e poi altre 15 cannucce più piccole per tutte le dita, cosicché si potesse formare una mano disposta di giunture e cartilagine! 

Fatto questo tutti gli alunni dovevano prendere 5 lunghi pezzi di filo da cucire o spago e infilarlo cautamente dentro alla cannuccia più lunga. Ogni filo, poi, aveva il proprio dito dove veniva trasportato fino alla parte più alta, a quel punto veniva annodato e incollato. La parte restante del filo veniva lasciata com’era oppure tagliata per creare altre dita. 

Terminato il progetto, avevi una perfetta mano mobile, di cui potevi facilmente muovere le dita tirando i fili e con cui potevi divertirti a creare strani saluti. 

Man mano che terminavano il nostro progetto, la maestra portò via le nostre mani e le attaccò su un grande poster sul quale abbiamo scritto: “ROBOTIC HANDS” e che abbiamo appeso vicino alla porta delle nostre classi. 

Il nostro progetto ha avuto un certo successo, così da incuriosire anche il Preside Andrea Forzoni che si è mostrato  da subito entusiasta della bellissima idea rivoluzionaria. 

Non solo abbiamo aiutato il pianeta Terra, ma abbiamo anche espresso la nostra creatività. 

Ma, diciamocelo, niente di tutto questo sarebbe successo se non ci fossimo dati tutti… una mano!

di Antonio Felipe classe 5C

La IIIC della secondaria di I grado coordinata dalla Professoressa Federica Turco, a conclusione del progetto di Educazione Civica presenta: “Il tribunale scolastico: il caso di Rosso Malpelo”.

Partendo dalla famosa novella di Giovanni Verga, i ragazzi hanno immaginato un “processo” in cui i compagni di lavoro di Malpelo accusano il ragazzo di maltrattamenti all’asino.

Nella stesura del testo del processo, gli alunni hanno analizzato in maniera critica la novella, richiamando gli artt. 3, 36 e 37 della nostra Costituzione. 

Attraverso il ROLE PLAYING, i ragazzi della IIIC hanno interpretato l’ideale dell’ostrica verghiano, secondo il quale “chi nasce povero – a prescindere da quanti sforzi farà per migliorarsi – alla fine rimarrà sempre povero, con la consapevolezza della realtà degli strati sociali più umili regolata dalle leggi elementari dell’esistenza, della sopraffazione e dello sfruttamento, in mondo di miseria dove uomini e animali hanno la stessa sorte”, così come per Rosso Malpelo.

Oggi è la Giornata della Terra è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa ricorrenza ogni anno, un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. La celebrazione vuole coinvolgere più nazioni possibili e oggi prendono parte 193 paesi.