Giornata del Rispetto: il monitoraggio sul bullismo fatto insieme, dagli studenti per gli studenti

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Data di pubblicazione: 21 Gennaio 2026

Nelle ultime settimane la cronaca non ha fatto sconti in tema di violenza giovanile. Il drammatico accoltellamento del giovane Abanoud Youssef, avvenuto nei corridoi di un istituto scolastico a La Spezia, ha generato un forte smarrimento nell’opinione pubblica, chiamandola ancora una volta a interrogarsi sul ruolo delle istituzioni educative. Tuttavia, una narrazione dominata dall’urgenza del giudizio, concentrata sulla ricerca di responsabilità immediate, colpe e risposte semplificate, rischia di oscurare il lavoro realmente decisivo che la scuola è chiamata a svolgere lontano dall’emergenza: quello che si costruisce nella quotidianità delle relazioni, dell’ascolto e della prevenzione.

In questa prospettiva assume un significato particolarmente rilevante anche la Giornata nazionale del rispetto, celebrata il 20 gennaio, che richiama scuole e comunità educanti a promuovere una cultura fondata sulla dignità della persona, sulla responsabilità reciproca e sul rifiuto di ogni forma di violenza e sopraffazione, giorno dopo giorno.

Ed è proprio nella dimensione quotidiana che il nostro Istituto ha scelto di collocare il proprio impegno nel contrasto al bullismo e al cyberbullismo, adottando una prospettiva che valorizza la sinergia tra adulti e studenti in azioni continuative, strutturate e condivise, capaci di attraversare la vita scolastica e di incidere concretamente sul clima relazionale. Un impegno che nelle ultime settimane si è tradotto in un monitoraggio partecipato, costruito insieme ai ragazzi e pensato come strumento di consapevolezza, corresponsabilità e crescita collettiva, prima ancora che come rilevazione di dati.

Guidati dal Tavolo Permanente di Monitoraggio — di cui fanno parte dirigenza, docenti, referenti antibullismo, team psicologico e studenti dei diversi ordini di scuola, in coerenza con il Piano Nazionale Integrato di Prevenzione del MIM e con le indicazioni normative vigenti – le alunne e gli alunni del Liceo sono stati, infatti, direttamente coinvolti nelle attività di rilevazione, dalla costruzione dei questionari alla lettura dei dati, fino alla redazione dei report: un’esperienza che li ha resi protagonisti responsabili e consapevoli, e che ha consentito alla scuola di cogliere in modo più autentico il clima interno e le percezioni dei ragazzi.

 

I dati raccolti, per ora limitati ai rappresentanti di classe, restituiscono un quadro incoraggiante: la maggior parte degli studenti considera la nostra scuola come un luogo in cui è realmente possibile parlare di disagio e riconosce nei docenti una vera disponibilità all’ascolto. Gli episodi di bullismo risultano limitati e la grande maggioranza dei ragazzi dichiara di non averne fatto esperienza diretta. Allo stesso tempo, emergono elementi di riflessione importanti, come il tema dello stress scolastico e la tendenza, soprattutto tra i più giovani, a confidarsi prima con i pari che con gli adulti: segnali che la scuola non ignora, ma che utilizza come base per migliorare e calibrare ulteriormente le proprie azioni.

 

L’attenzione dell’istituto non si volge, naturalmente, soltanto al Liceo: la formazione degli studenti su questi temi è stata avviata con sistematicità già a partire dalla Scuola Primaria e dalla Scuola Secondaria di Primo grado attraverso percorsi in cui gli alunni sono accompagnati a comprendere cosa siano realmente bullismo e cyberbullismo, quali siano le responsabilità individuali e collettive e quali strumenti la scuola metta a disposizione per chiedere aiuto. L’11 dicembre scorso, per esempio, le Prime Medie hanno potuto rivolgere le loro domande all’Avvocato Emanuele Montemarano, che ha dedicato particolare attenzione al tema delle chat di classe e all’utilizzo dei cellulari. Un lavoro che unisce, quindi, dimensione giuridica, educativa e valoriale, e che prosegue in modo progressivo negli anni successivi, con un’attenzione particolare alle dinamiche digitali, a cui saranno dedicati gli incontri già calendarizzati a febbraio.

 

In questo contesto, assume un valore peculiare anche la collaborazione con la Prof.ssa Maria Rita Parsi, tra le voci più autorevoli in Italia nel panorama della psicologia, che attraverso una serie di appuntamenti rivolti ai genitori — il prossimo si terrà il 18 febbraio — affianca la scuola nel delicato compito di conciliare benessere, prevenzione e qualità delle relazioni a partire dal microcosmo familiare. Un approccio pienamente integrato, quindi, che aiuta ad evitare semplificazioni e ad affrontare il tema del bullismo senza ridurlo a un problema disciplinare o emergenziale, in modo da costruire una cultura della responsabilità, della relazione e dell’ascolto, giorno dopo giorno.

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