Lo spazio esterno della scuola è sempre stato al centro della riflessione pedagogica del nostro Istituto e, negli anni, diversi sono stati i progetti per riqualificare tali aree rendendole più funzionali per lo studio e l’apprendimento. 

In questo periodo di emergenza sanitaria il giardino di scuola è diventato più che mai nostro alleato nel poter ripensare la didattica nella sicurezza delle nuove norme anti-contagio, mantenendo alta la qualità del nostro percorso formativo. Ai lavori dei progetti degli ultimi anni (come ad esempio i padiglioni, l’area orto, l’area archeologica e i laboratori all’aperto) è stata data continuità con la realizzazione di una nuova aula all’aperto, l’implementazione delle aree circolari già esistenti e l’attivazione di un percorso di facilitazione alla didattica all’aperto.

All’Istituto Marymount adottiamo i principi fondanti dell’outdoor education, secondo cui fare didattica all’aperto significa non soltanto andare all’aperto, ma innanzitutto essere all’aperto, ossia esplorare l’ambiente circostante e stabilire con esso una relazione comunicativa attraverso cui attivare processi di apprendimento. Il nostro giardino è diventato esso stesso “aula” ma anche “libro”, ossia strumento e oggetto di conoscenza al tempo stesso. 

Se è vero, infatti, che nell’ambiente naturale troviamo le nozioni fondamentali del sapere umano in forma grezza e non organizzata, è altrettanto vero che proprio in tale molteplicità di significati pluriformi si inserisce l’azione didattica ed educativa dell’insegnante. Egli organizza il contesto d’apprendimento affinché ogni studente e ogni studentessa possa riscoprire tali nozioni fondamentali e riorganizzarle in base al proprio vissuto, ai propri interessi, le proprie abilità, i propri sogni. L’organizzazione dei significati segue, cioè, un senso fortemente legato alla propria esistenza, alla propria realtà sociale e storica. I saperi, essendo costruiti e non semplicemente appresi, diventano saperi attivi, spendibili nelle sfide della vita di tutti i giorni.

Non è un caso che parlare di didattica all’aperto significa anche parlare di diritti e di sostenibilità ambientale. All’aperto gli studenti esplorano, sperimentano, si muovono, riflettono… vivono esperienze dirette e totalizzanti che stimolano lo sviluppo di una consapevolezza dello spazio abitato -sia nelle sue componenti fisiche che sociali- e che contribuiscono ad attivare sentimenti di cura e di rispetto verso se stessi e verso ciò che è altro da sé.