Si intensificano gli incontri per illuminare i percorsi che attendono i nostri studenti dopo il diploma. Il 16 febbraio Melissa Scheinuk, University Counsellor, ha risposto alle domande dei ragazzi del quarto anno, come racconta la nostra Emma Costantini.

 

Si è tenuto da poco nel nostro liceo uno stimolante incontro con la Dottoressa Melissa Scheinuk, membro di varie organizzazioni di orientamento universitario, che ha offerto a tutti noi studenti del quarto liceo un servizio di University Guidance Counselling. Questa attività, promossa dalla scuola nell’ambito delle 30 ore curricolari di orientamento, è stata di grande utilità perché ha dato a noi alunni informazioni aggiornate sui passi da compiere per le nostre scelte future. Qualche esempio? Quali sono i requisiti per entrare in un’università, quando sono le date di scadenza per inviare le candidature e soprattutto come compilare correttamente un’application form. Avere la possibilità di ricevere risposte puntuali a queste domande ci è stato davvero di grande aiuto perché facilita un percorso lungo e complesso, che va svolto con molta precisione e impegno. Essendo in quarto liceo ci troviamo nel momento decisivo per le nostre scelte universitarie, perché è proprio in questa fase che bisogna focalizzarsi sui requisiti che occorrono e completare tutti i procedimenti per l’ammissione a un corso di laurea.

Il processo di preparazione consiste in certificazioni di lingua, esami di ammissione, scrittura di vari saggi e colloqui. Come ci ha spiegato dettagliatamente la Dott.ssa Scheinuk, ogni università ha i propri criteri e metodi di selezione e proprio per questo è spesso molto facile confondersi o non riuscire a tenere a mente tutto ciò che serve per essere accettati, in aggiunta il mondo scolastico e universitario sono in continua evoluzione. Ecco perché in questi momenti è fondamentale che entrino in gioco figure di mentori e guide, affinché ci seguano – in modo che possiamo evitare di distrarci o di commettere errori – e ci incoraggino a esplorare le nostre capacità accademiche, a sviluppare idee chiare sul futuro e ad espandere i nostri orizzonti in termini di scelte e conoscenze.

Emma Costantini, 17 anni, IV A Liceo Classico (Laboratorio di giornalismo)

Un gruppo di ragazzi legati dalla passione per la  musica, è così che Maria Sofia e Giulia, croniste per un giorno, ci raccontano le storie, i progetti e il futuro della band della scuola.

Tutti conosciamo la band della scuola e tutti l’abbiamo sentita suonare almeno una volta, ma forse non tutti gli studenti,  docenti compresi, hanno ben chiare le sue origini o si sono mai chiesti che cosa la musica rappresenti per i giovani componenti del gruppo, quanto li abbia aiutati ad esprimere se stessi e ad instaurare un forte legame tra di loro e con chi li guida in questo percorso straordinario: il professor Matteo Mauro, insegnante di  storia e filosofia, ma anche grande appassionato di spartiti, canzoni e soprattutto batteria.

È stato proprio lui che, nell’ormai lontano 2020, dopo aver constatato quanto la passione per la musica lo avvicinasse ai suoi alunni, propose l’idea di creare una band. Prima di essere così come la conosciamo oggi (Matteo Mauro alla batteria, Guglielmo Catanzaro al basso, Alessandro Virgillito alla tastiera, Diletta Marcellini e Vittoria Boccia alla chitarra elettrica, Vasilisa Maksakov voce), la formazione era composta da due cantanti, due chitarristi ed un batterista; negli anni essa ha subìto dei cambiamenti inevitabili, ma nonostante ciò continua a suonare come da tradizione per ogni Natale e a ogni fine anno scolastico, portando felicità e allegria agli studenti del Marymount.

Il repertorio contempla prevalentemente musica pop, spaziando da quella italiana a quella internazionale di oggi come di qualche decennio fa; i brani che riescono sempre a entusiasmarci sono le canzoni degli ABBA come “Mamma mia” e “Dancing Queen”. La band è a tal proposito sempre in continuo fermento: ciascun membro ha gusti musicali che lo differenziano dagli altri e ognuno tende a proporre i generi e gli stili a lui più congeniali, come il bassista Guglielmo Catanzaro, alunno del III anno, che ci ha confessato: “I miei gusti sono cambiati molto negli ultimi anni e adesso suono (o meglio provo a suonare) metal e progressive”.

Grazie a questo viaggio nella band della scuola abbiamo poi scoperto che per alcuni nostri coetanei la musica rappresenta una vera e propria compagna di vita:“Ho iniziato a cantare a sei anni nel coro dell’Accademia di Santa Cecilia e da lì è iniziata la passione – ci ha detto Vasilisa Maksakov, alunna del IV anno – I miei genitori sono sempre stati felici nel sostenermi e mi hanno incoraggiata anche verso una possibile scelta professionale nel campo della musica. Nel corso degli anni ho poi avuto un periodo di blocco in cui ho pensato che probabilmente stavo sbagliando e che avrei dovuto scegliere una strada più sicura, ma due estati fa ho fatto un corso da cantante solista in Umbria, e da quel momento ho capito che la musica è quello che voglio veramente fare, è ciò che mi fa stare bene. Adoro vedere persone che cantano, divertirmi legandomi in amicizia con altri appassionati di musica. Con la band poi ho la possibilità di scoprire e sperimentare nuovi generi musicali”.

Anche per il professor Matteo Mauro l’amore per la musica è nato tra i banchi durante il IV ginnasio, su proposta di un compagno di classe che cercava un batterista per la sua band. Alla domanda sul perché gli piaccia suonare, ha risposto: “Penso che sia qualcosa che devo fare… una cosa che, se non la faccio, mi sento male”. La band rappresenta un vero e proprio ponte tra le generazioni: “Conosci gli studenti in un modo differente, in un altro contesto, li chiami per nome… si crea un legame più stretto tra alunni e insegnanti” conclude Mauro.

Le parole dei nostri intervistati sono state molto chiare: la musica è un’occasione per crescere, per acquisire autostima, un modo alternativo per esprimersi, fino a diventare una necessità di cui non si può più fare a meno. Grazie ragazzi, sicuramente continuerete a stupirci e chissà con quali sorprese ci aspetterete al prossimo concerto!

Di Giulia Milanesi e Maria Sofia Vittimberga, 15 anni, II Liceo Scientifico e Classico (Laboratorio di giornalismo)

Tutto pronto per la Fiera internazionale delle Università! Giovedì 29 febbraio 2024 rappresentanti di vari campus provenienti da tutto il mondo faranno tappa nella nostra High School per presentare i propri percorsi di studio e tante opportunità di formazione post diploma.

La scelta del percorso universitario più adatto alle proprie aspettative e alle proprie attitudini è uno dei momenti più delicati nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie. La Fiera delle Università rappresenta perciò un’ottima opportunità per iniziare a porre domande, verificare informazioni, acquisire testimonianze. Giovedì 29 febbraio rappresentanti di vari atenei da tutto il mondo saranno a disposizione degli studenti dell’high school dalle 10 alle 14 nella nostra sede di via Livorno 91, mentre dalle 11,30 l’ingresso sarà aperto anche a ragazzi provenienti da altre scuole.

Incontrare le università faccia a faccia significa avere la possibilità di chiedere consigli personalizzati su programmi, finanziamenti, e poter ottenere così anche una migliore conoscenza delle procedure di candidatura.

Tra le università che saranno presenti all’iniziativa, la Hult Business School è, per esempio, una business school privata con campus a Cambridge, Londra, San Francisco, Dubai, New York City e Shanghai che offre nuovi corsi stem come il Master in business internazionale con analisi (da aprile 2024). Gli appassionati di comunicazione potranno curiosare nello stand del George Brown College (Canada) che propone un percorso in Advanced Social Media Production – Auteurism; eccellenza accademica e ricerca all’avanguardia sono, invece, le caratteristiche su cui puntano le Università di Coventry e di Newcastle nel Regno Unito. Perché non pensare alla Danimarca poi, dove la Aarhus University assicura un alto livello di istruzione a fronte della completa gratuità e di un’ampia e diversificata offerta didattica.

E per un’esperienza internazionale a tutto tondo che parte dal cuore dell’Europa, si potrà optare per l’Università Americana di Parigi,  dove studenti e docenti, con le loro 101 nazionalità e 63 lingue e dialetti, portano in classe diversi background culturali, lingue e prospettive.

Per una ricognizione completa dei campus presenti in fiera e per le modalità di accesso all’evento, visitate il sito:

International University Fair presso Istituto Marymount

www.edu.srtfairs.com

thumbnail of Marymount_Host (4)

Gli studenti della II e III media hanno avuto l’opportunità di immergersi nel mondo della diplomazia e della geopolitica internazionale partecipando al Change the World Model UN Roma, un evento organizzato dalla ONG Diplomatici. Presso istituzioni prestigiose come il parlamento italiano e la FAO, i giovani hanno avuto l’occasione di confrontarsi su temi di rilevanza globale, simulando il funzionamento degli organi delle Nazioni Unite.

Durante l’evento, i ragazzi hanno potuto mettere in pratica le loro abilità di negoziazione, di persuasione e di cooperazione, mentre discutevano e cercavano soluzioni per le sfide internazionali più urgenti. Attraverso il dialogo e il confronto con i propri coetanei e con esperti del settore, hanno ampliato le proprie conoscenze e hanno sviluppato un maggiore senso di consapevolezza riguardo ai problemi globali.

Lo scorso 5 febbraio quattro ore intense di testimonianze, dibattiti, simulazioni e una regista d’eccezione: l’Onorevole Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia al Senato e fondatrice di Doppia Difesa. Ecco come la nostra reporter in erba Michela Pugliese ripercorre i momenti più significativi dell’incontro.

 “Te la sei cercata!”: è questa l’esclamazione che, ogni anno, centinaia di donne vittime di violenza si sentono ripetere da una società profondamente segnata dalle cicatrici centenarie degli stereotipi di genere. La verità è che nessun comportamento, nessuna parola “di troppo” può giustificare un atto di violenza. È questo il messaggio che, lo scorso 5 febbraio, l’avvocato e senatrice Giulia Bongiorno ha voluto far arrivare agli studenti del triennio del Marymount High School in un incontro dedicato alla lotta contro la violenza di genere. Partendo dal femminicidio di Giulia Cecchettin e dalla toccante testimonianza di Benedetta, sorella di Noemi Durini, l’avvocato Bongiorno, fondatrice insieme a Michelle Hunziker dell’Associazione Onlus “Doppia difesa”, ci ha accompagnati in un’analisi approfondita della natura, delle cause e delle conseguenze di una delle più gravi problematiche sociali contemporanee.

L’incontro ha, infatti, offerto numerosi spunti di riflessione, a partire dalla definizione stessa di femminicidio, e ci ha fatto ripercorrere il lungo iter legislativo verso la criminalizzazione delle varie forme di violenza di genere. “Uccidere una donna era come bruciare un motorino” commenta l’avvocato Bongiorno tornando indietro a qualche decina di anni fa, quando il delitto d’onore era equiparato al delitto d’incendio. È una realtà spaventosamente recente quella raccontata dall’Avvocato, che non ha omesso il ricordo della fatica vissuta in prima persona nel farsi spazio in una professione tradizionalmente “maschile” come quella dell’avvocatura. Una fatica condivisa con tutte quelle donne che, prima di lei, hanno aperto la strada verso il mondo delle pari opportunità, come Lidia Poet, primo avvocato donna in Italia.

Bongiorno ha poi sottolineato la centralità dell’elemento del consenso nei casi di violenza di genere, ancora argomento di dibattito nell’UE per via dell’ambiguità nella sua definizione. Ma è proprio il consenso, ha spiegato, che, poco rispettato e spesso presupposto, viene brutalmente oltrepassato nei casi di violenza, di cui ha evidenziato le forme più varie. Cruciale è stata l’enfasi sugli abusi frutto dell’impulso dell’era tecnologica, come lo stalking, introdotto come reato nel 2009, e il revenge porn, criminalizzato solo nel 2019 con la legge Codice Rosso, ad opera della stessa Bongiorno.

Con grande chiarezza e immediatezza comunicativa, la Senatrice ci ha coinvolti sempre in modo molto interattivo nella sua narrazione sottoponendoci definizioni e veri e propri casi di studio. Siamo così diventati “giudici per un giorno”, immergendoci nei panni di coloro che quotidianamente hanno il compito di assicurare la giustizia alle vittime di violenze. L’intero staff di Doppia Difesa ha, inoltre, contribuito in modo efficace alla creazione di un profondo e toccante spazio per la nostra riflessione, proponendoci un’esperienza piena di suoni, immagini, parole, per dare voce a tutte quelle donne che una voce non l’hanno più.

Articolo di Michela Pugliese, 19 anni, V A Liceo Classico (Laboratorio di giornalismo)

Velluti, nastri colorati, lanterne: una grande festa multiculturale nel nostro giardino, un abbraccio collettivo alle tradizioni della millenaria cultura cinese. Tra cortei, danze e laboratori culinari una giornata all’insegna della condivisione e del nostro motto: creare unità nella diversità.

La lingua e la cultura cinese arricchiscono da anni l’offerta formativa della nostra scuola, per questo l’appuntamento col capodanno cinese si è fatto via via sempre più atteso e animato dalla partecipazione attiva di studenti e genitori. Il 2024 è nella cultura cinese l’anno del drago, “un anno che porta fortuna” ci ha ricordato una mamma della scuola impegnata da giorni nei preparativi di questa giornata solenne.

Proprio la tradizionale danza del drago ha, insieme al suono dei tamburi, inaugurato la festa di primo mattino, suscitando l’incanto e l’ammirazione di tutte le classi. Al termine del corteo in giardino, studenti, famiglie e docenti si sono riuniti davanti alla palestra per assistere a una esibizione di Taiji, mentre all’interno dei locali uno spettacolo di coreografie e canti tradizionali cinesi ha riempito di musica e colori l’intera mattinata. Tutti gli alunni della V A primaria hanno indossato abiti tradizionali prestati dai loro compagni di origine cinese: un tripudio di colori nel segno della condivisione e del rispetto reciproco.

Tante e diverse le attività allestite all’interno della palestra per conoscere da vicino la cultura cinese: dal laboratorio per imparare a fare i ravioli, pietanza tipica del capodanno, all’esposizione di oggetti e cimeli della tradizione, a un divertente laboratorio di scrittura cinese antica. “Siamo davvero grati all’Istituto Marymount che in questo modo ha dato a tutti i suoi studenti l’opportunità di comprendere una festività molto importante per la cultura cinese – dicono i genitori che hanno curato l’iniziativa – Abbiamo visto come con la collaborazione, la solidarietà e l’amicizia si possono realizzare cose davvero meravigliose!”. Le emozioni si sono fatte sentire anche da lontano: “Nonostante non fossimo presenti perché in viaggio per la Cina, attraverso le foto e i video condivisi un po’ da tutti abbiamo potuto assaporare il calore della famiglia e dell’unione. È significativo che ragazzi italiani e cinesi possano condividere la bellezza di queste tradizioni millenarie, ci sentiamo ancora più parte di questa grande famiglia che è il Marymount”.

Un coinvolgente gioco di ruolo nel cuore della nostra città ci avvicina alle istituzioni europee. È una delle cose che abbiamo scoperto insieme agli studenti di Salonicco venuti a farci visita dal 21 al 26 gennaio grazie al programma Erasmus+. Ecco le riflessioni e lo storyboard della nostra Margherita Aprile.

“Per essere italiani nel mondo, dobbiamo essere europei in Italia”. Queste parole furono pronunciate ormai qualche decennio fa dall’industriale Gianni Agnelli, ma comunicano ancora oggi con estrema efficacia l’esigenza di sensibilizzare i giovani italiani a sviluppare un senso di cittadinanza attiva nel contesto europeo. Molto spesso l’Unione europea viene percepita, infatti, come un ente distante dalle vite delle persone, che sovente non sono realmente consapevoli del funzionamento delle varie istituzioni (tra esse sembra godere di una qualche simpatia solo il Parlamento, l’unico organo per cui sia possibile l’elezione diretta da parte dei cittadini dei paesi membri).

È per questo che, in una società sempre più cosmopolita ed interconnessa, il progetto Erasmus+ rappresenta un’immancabile opportunità per conoscere altre culture e comprendere cosa realmente significhi essere cittadini europei ed è una grande fortuna che esso da qualche anno coinvolga anche le scuole secondarie di secondo grado, dopo aver permesso a decine di migliaia di studenti universitari di rafforzare il loro senso di cittadinanza e di appartenenza all’Europa.

Tra le popolazioni che fanno registrare uno dei più alti tassi di disaffezione nei confronti dell’Unione europea, non sorprende forse che quella greca si situi al primo posto: per un sondaggio condotto da Eurobarometro e rilanciato da Openpolis, nel 2022 la sfiducia dei cittadini ellenici sfiorava punte preoccupanti del 53 per cento, sentimento nato probabilmente dalle misure di austerity implementate durante la crisi del debito del 2009.

La consapevolezza di questo dato ha reso forse ancora più interessante lo scambio con l’istituto Geniko Lykeio Diapolitismikis Ekpaidefsis Evosmou di Salonicco, che lo scorso novembre ha accolto una delegazione dei nostri studenti per poi essere a sua volta ospite della nostra scuola durante la settimana di fermo didattico, dal 21 al 26 gennaio. Non c’è un altro stato in Europa le cui radici culturali siano così strettamente legate alle nostre, ce l’hanno insegnato la storia, la letteratura, la filosofia, l’arte, la matematica, lo sport. Il nome stesso di Europa è una creazione del mito e della lingua greca antica.

Forse ci siamo sentiti chiamati a una sfida ed è per questo che una delle prime attività che abbiamo deciso di condividere con gli studenti greci ospiti presso le nostre famiglie è stata la visita a Europa Experience, progetto nato nel 2016 a Berlino che ha inaugurato la sua sede italiana a Roma nel 2022 proponendosi come spazio multimediale per portare le istituzioni europee a pochi passi dai cittadini. Il nostro gruppo Erasmus ha partecipato con entusiasmo all’attività dedicata all’ex presidente del Parlamento europeo David Sassoli cimentandosi in un gioco di ruolo mirato alla comprensione del funzionamento delle istituzioni europee: per poche ore abbiamo dismesso le vesti di studenti per immedesimarci in esperti, parlamentari e stakeholder e per sperimentare i processi di dibattito e risoluzione di tematiche di estrema attualità.

Ma la ricchezza di uno scambio culturale non risiede solo nell’avvicinare gli studenti a culture nuove, ma anche nell’approfondire aspetti della propria identità culturale che spesso vengono messi in secondo piano. Oltre ad Europa Experience sono state estremamente formative esperienze come le visite del parco archeologico del Palatino e dei Musei Capitolini, entrambi luoghi di fondamentale importanza per conoscere il patrimonio storico della nostra città.

Un altro aspetto essenziale del percorso di scambio è quello di aiutare a sviluppare un senso di affinità tra abitanti di paesi diversi: nel nostro caso notare somiglianze e differenze tra le nostre culture è stato un importante stimolo per riflettere su cosa significhi essere cittadini cosmopoliti. A questo proposito, la visita della chiesa ortodossa di culto greco di San Teodoro ha costituito un importante spunto di riflessione sul coinvolgimento religioso delle due nazioni, così come la visita presso l’agenzia delle Nazioni Unite della FAO ha invogliato noi studenti a riflettere sulla sostenibilità delle nostre città.

Infine, anche gli aspetti più mondani e apparentemente frivoli, come spiegare il procedimento di preparazione della pasta alla carbonara o imparare le danze tipiche della regione macedone, hanno contribuito ad accrescere in noi studenti, di entrambe le nazionalità e di qualsiasi età, un senso di appartenenza a una realtà di respiro più ampio rispetto a quella legata al tradizionale concetto di stato nazionale.

 

Margherita Aprile, 17 anni, IV A Classico (laboratorio di giornalismo)

Lo scorso 10 gennaio le porte della monumentale Biblioteca Apostolica Vaticana si sono aperte per  i nostri studenti del IV e del V Liceo Classico. La richiesta di consultazione del codice Vaticano Greco 909 è stata accolta dal Vice Prefetto Thimoty Janz in persona, che nell’accoglierci ci ha anche confidato: “È  uno dei manoscritti a cui tengo di più, ho provato simpatia nel pensare che una scolaresca volesse consultarlo”. Ecco il resoconto vibrante di quello che la nostra Irene Zu ha definito un “viaggio filologico” nel cuore di Roma e dell’immenso patrimonio che custodisce.

Tra gli archi e le colonne millenarie di Città del Vaticano si cela un tesoro di inestimabile valore: la Biblioteca Apostolica Vaticana. Da diversi secoli punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo, recentemente ha permesso a una piccola delegazione di studenti e docenti della nostra scuola di immergersi in un vero e proprio viaggio filologico alla scoperta di un autorevole codice medievale della “Medea” di Euripide, oggetto di studio sia della quarta classe sia della quinta.

 

Questa tragedia si impone da sempre come un pilastro della drammaturgia antica: nella profondità dell’animo di Medea si svela una tempesta di emozioni, un intreccio di amore e rabbia che sfida da secoli la comprensione umana. E a una sfida ci siamo sentiti chiamati anche noi proprio dal codice Vaticano Greco 909: poter operare i riscontri filologici a cui le nostre insegnanti ci avevano preparati in classe nelle settimane precedenti la visita ci ha aiutati a comprendere meglio quale cammino accidentato, misterioso e miracoloso le parole di Euripide abbiano compiuto per arrivare fino a noi, da quel lontano 431 a.C.

 

Guida e mentore della nostra avventura il Vice Prefetto Timothy James Janz, che con informazioni puntuali e accattivanti curiosità sul codice ha contribuito a rendere unica questa visita.

Attraverso i corridoi pieni di libri e sotto le volte magnificamente affrescate del Salone Sistino, il nostro Virgilio ci ha raccontato la storia della Biblioteca, accompagnandoci nella lettura dei versi e regalandoci qualche gustoso aneddoto sui metodi di conservazione dei testi e sul modo di lavorare dei copisti, non tutti sempre così acuti e meticolosi nel portare a termine il loro lavoro (quanto questi errori siano stati poi provvidenziali ce lo ripetono spesso i nostri docenti in classe, ma sentirlo da un filologo vero è stata stata sicuramente un’altra cosa).

 

Uno degli elementi che ha reso questa visita ancora più straordinaria è stata la consapevolezza della sua eccezionalità: la prestigiosa istituzione, da oltre cinque secoli custode di centinaia di migliaia di manoscritti, volumi a stampa, monete e oggetti d’arte, accoglie studiosi da ogni parte del mondo, ma opera una politica molto restrittiva sugli ingressi, consentendo l’accesso solo ai ricercatori e ai docenti universitari che necessitino della consultazione dei fondi per i loro lavori di ricerca.

 

Anche se il nostro percorso di studi ci propone quotidianamente le voci del passato più lontano, mai avremmo pensato di poterci meravigliare così tanto di fronte all’antico. Noi ragazzi e i nostri insegnanti ringraziamo ancora con la più viva emozione la Biblioteca Vaticana per averci accolti: ora che abbiamo visto con i nostri occhi con quanta amorevole dedizione essa svolge la sua missione di conservazione del patrimonio librario, sapremo essere forse testimoni più convincenti e autentici del prezioso ruolo che svolge nella nostra società.

 

Articolo di Irene Zu, 17 anni, IV A Classico (laboratorio di giornalismo)

In occasione del centenario della nascita di Italo Calvino e a seguito della lettura di “Marcovaldo, ovvero le stagioni in città”, gli studenti della IV A classico della nostra High School sono stati coinvolti in un laboratorio di composizione narrativa al termine del quale hanno scritto brevi racconti sulla falsariga del romanzo d’autore. I testi hanno come protagonista Aldobrando, personaggio di loro invenzione, che come il Marcovaldo di Calvino si trova ad affrontare vicende comiche, ai limiti del grottesco e del surreale, alla ricerca ostinata, quanto vana e disattesa, di qualsiasi traccia di natura in città.

Le storie mirano ad imitare l’andamento dei racconti di Calvino, che unisce aspetti fiabeschi e ironia per affrontare temi e problematiche attuali: la vita caotica in città, l’urbanizzazione e l’industrializzazione selvagge, la difficoltà dei rapporti umani.

Inoltre, gli studenti hanno animato i loro scritti con la grafica creata con l’Intelligenza Artificiale, proprio in omaggio all’autore che nel saggio “Cibernetica e fantasmi” profetizzava:

 

“Avremo la macchina capace di sostituire il poeta e lo scrittore? Così come abbiamo già macchine che leggono, macchine che eseguono un’analisi linguistica dei testi letterari, macchine che traducono, macchine che riassumono, così avremo macchine capaci di ideare e comporre poesie e romanzi?”

 

Laboratorio a cura della Prof.ssa Mariangela Lanza

I RACCONTI DEGLI STUDENTI