Si intensificano gli incontri per illuminare i percorsi che attendono i nostri studenti dopo il diploma. Il 16 febbraio Melissa Scheinuk, University Counsellor, ha risposto alle domande dei ragazzi del quarto anno, come racconta la nostra Emma Costantini.

 

Si è tenuto da poco nel nostro liceo uno stimolante incontro con la Dottoressa Melissa Scheinuk, membro di varie organizzazioni di orientamento universitario, che ha offerto a tutti noi studenti del quarto liceo un servizio di University Guidance Counselling. Questa attività, promossa dalla scuola nell’ambito delle 30 ore curricolari di orientamento, è stata di grande utilità perché ha dato a noi alunni informazioni aggiornate sui passi da compiere per le nostre scelte future. Qualche esempio? Quali sono i requisiti per entrare in un’università, quando sono le date di scadenza per inviare le candidature e soprattutto come compilare correttamente un’application form. Avere la possibilità di ricevere risposte puntuali a queste domande ci è stato davvero di grande aiuto perché facilita un percorso lungo e complesso, che va svolto con molta precisione e impegno. Essendo in quarto liceo ci troviamo nel momento decisivo per le nostre scelte universitarie, perché è proprio in questa fase che bisogna focalizzarsi sui requisiti che occorrono e completare tutti i procedimenti per l’ammissione a un corso di laurea.

Il processo di preparazione consiste in certificazioni di lingua, esami di ammissione, scrittura di vari saggi e colloqui. Come ci ha spiegato dettagliatamente la Dott.ssa Scheinuk, ogni università ha i propri criteri e metodi di selezione e proprio per questo è spesso molto facile confondersi o non riuscire a tenere a mente tutto ciò che serve per essere accettati, in aggiunta il mondo scolastico e universitario sono in continua evoluzione. Ecco perché in questi momenti è fondamentale che entrino in gioco figure di mentori e guide, affinché ci seguano – in modo che possiamo evitare di distrarci o di commettere errori – e ci incoraggino a esplorare le nostre capacità accademiche, a sviluppare idee chiare sul futuro e ad espandere i nostri orizzonti in termini di scelte e conoscenze.

Emma Costantini, 17 anni, IV A Liceo Classico (Laboratorio di giornalismo)

Un gruppo di ragazzi legati dalla passione per la  musica, è così che Maria Sofia e Giulia, croniste per un giorno, ci raccontano le storie, i progetti e il futuro della band della scuola.

Tutti conosciamo la band della scuola e tutti l’abbiamo sentita suonare almeno una volta, ma forse non tutti gli studenti,  docenti compresi, hanno ben chiare le sue origini o si sono mai chiesti che cosa la musica rappresenti per i giovani componenti del gruppo, quanto li abbia aiutati ad esprimere se stessi e ad instaurare un forte legame tra di loro e con chi li guida in questo percorso straordinario: il professor Matteo Mauro, insegnante di  storia e filosofia, ma anche grande appassionato di spartiti, canzoni e soprattutto batteria.

È stato proprio lui che, nell’ormai lontano 2020, dopo aver constatato quanto la passione per la musica lo avvicinasse ai suoi alunni, propose l’idea di creare una band. Prima di essere così come la conosciamo oggi (Matteo Mauro alla batteria, Guglielmo Catanzaro al basso, Alessandro Virgillito alla tastiera, Diletta Marcellini e Vittoria Boccia alla chitarra elettrica, Vasilisa Maksakov voce), la formazione era composta da due cantanti, due chitarristi ed un batterista; negli anni essa ha subìto dei cambiamenti inevitabili, ma nonostante ciò continua a suonare come da tradizione per ogni Natale e a ogni fine anno scolastico, portando felicità e allegria agli studenti del Marymount.

Il repertorio contempla prevalentemente musica pop, spaziando da quella italiana a quella internazionale di oggi come di qualche decennio fa; i brani che riescono sempre a entusiasmarci sono le canzoni degli ABBA come “Mamma mia” e “Dancing Queen”. La band è a tal proposito sempre in continuo fermento: ciascun membro ha gusti musicali che lo differenziano dagli altri e ognuno tende a proporre i generi e gli stili a lui più congeniali, come il bassista Guglielmo Catanzaro, alunno del III anno, che ci ha confessato: “I miei gusti sono cambiati molto negli ultimi anni e adesso suono (o meglio provo a suonare) metal e progressive”.

Grazie a questo viaggio nella band della scuola abbiamo poi scoperto che per alcuni nostri coetanei la musica rappresenta una vera e propria compagna di vita:“Ho iniziato a cantare a sei anni nel coro dell’Accademia di Santa Cecilia e da lì è iniziata la passione – ci ha detto Vasilisa Maksakov, alunna del IV anno – I miei genitori sono sempre stati felici nel sostenermi e mi hanno incoraggiata anche verso una possibile scelta professionale nel campo della musica. Nel corso degli anni ho poi avuto un periodo di blocco in cui ho pensato che probabilmente stavo sbagliando e che avrei dovuto scegliere una strada più sicura, ma due estati fa ho fatto un corso da cantante solista in Umbria, e da quel momento ho capito che la musica è quello che voglio veramente fare, è ciò che mi fa stare bene. Adoro vedere persone che cantano, divertirmi legandomi in amicizia con altri appassionati di musica. Con la band poi ho la possibilità di scoprire e sperimentare nuovi generi musicali”.

Anche per il professor Matteo Mauro l’amore per la musica è nato tra i banchi durante il IV ginnasio, su proposta di un compagno di classe che cercava un batterista per la sua band. Alla domanda sul perché gli piaccia suonare, ha risposto: “Penso che sia qualcosa che devo fare… una cosa che, se non la faccio, mi sento male”. La band rappresenta un vero e proprio ponte tra le generazioni: “Conosci gli studenti in un modo differente, in un altro contesto, li chiami per nome… si crea un legame più stretto tra alunni e insegnanti” conclude Mauro.

Le parole dei nostri intervistati sono state molto chiare: la musica è un’occasione per crescere, per acquisire autostima, un modo alternativo per esprimersi, fino a diventare una necessità di cui non si può più fare a meno. Grazie ragazzi, sicuramente continuerete a stupirci e chissà con quali sorprese ci aspetterete al prossimo concerto!

Di Giulia Milanesi e Maria Sofia Vittimberga, 15 anni, II Liceo Scientifico e Classico (Laboratorio di giornalismo)

Tutto pronto per la Fiera internazionale delle Università! Giovedì 29 febbraio 2024 rappresentanti di vari campus provenienti da tutto il mondo faranno tappa nella nostra High School per presentare i propri percorsi di studio e tante opportunità di formazione post diploma.

La scelta del percorso universitario più adatto alle proprie aspettative e alle proprie attitudini è uno dei momenti più delicati nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie. La Fiera delle Università rappresenta perciò un’ottima opportunità per iniziare a porre domande, verificare informazioni, acquisire testimonianze. Giovedì 29 febbraio rappresentanti di vari atenei da tutto il mondo saranno a disposizione degli studenti dell’high school dalle 10 alle 14 nella nostra sede di via Livorno 91, mentre dalle 11,30 l’ingresso sarà aperto anche a ragazzi provenienti da altre scuole.

Incontrare le università faccia a faccia significa avere la possibilità di chiedere consigli personalizzati su programmi, finanziamenti, e poter ottenere così anche una migliore conoscenza delle procedure di candidatura.

Tra le università che saranno presenti all’iniziativa, la Hult Business School è, per esempio, una business school privata con campus a Cambridge, Londra, San Francisco, Dubai, New York City e Shanghai che offre nuovi corsi stem come il Master in business internazionale con analisi (da aprile 2024). Gli appassionati di comunicazione potranno curiosare nello stand del George Brown College (Canada) che propone un percorso in Advanced Social Media Production – Auteurism; eccellenza accademica e ricerca all’avanguardia sono, invece, le caratteristiche su cui puntano le Università di Coventry e di Newcastle nel Regno Unito. Perché non pensare alla Danimarca poi, dove la Aarhus University assicura un alto livello di istruzione a fronte della completa gratuità e di un’ampia e diversificata offerta didattica.

E per un’esperienza internazionale a tutto tondo che parte dal cuore dell’Europa, si potrà optare per l’Università Americana di Parigi,  dove studenti e docenti, con le loro 101 nazionalità e 63 lingue e dialetti, portano in classe diversi background culturali, lingue e prospettive.

Per una ricognizione completa dei campus presenti in fiera e per le modalità di accesso all’evento, visitate il sito:

International University Fair presso Istituto Marymount

www.edu.srtfairs.com

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Gli studenti della II e III media hanno avuto l’opportunità di immergersi nel mondo della diplomazia e della geopolitica internazionale partecipando al Change the World Model UN Roma, un evento organizzato dalla ONG Diplomatici. Presso istituzioni prestigiose come il parlamento italiano e la FAO, i giovani hanno avuto l’occasione di confrontarsi su temi di rilevanza globale, simulando il funzionamento degli organi delle Nazioni Unite.

Durante l’evento, i ragazzi hanno potuto mettere in pratica le loro abilità di negoziazione, di persuasione e di cooperazione, mentre discutevano e cercavano soluzioni per le sfide internazionali più urgenti. Attraverso il dialogo e il confronto con i propri coetanei e con esperti del settore, hanno ampliato le proprie conoscenze e hanno sviluppato un maggiore senso di consapevolezza riguardo ai problemi globali.

Lo scorso 5 febbraio quattro ore intense di testimonianze, dibattiti, simulazioni e una regista d’eccezione: l’Onorevole Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia al Senato e fondatrice di Doppia Difesa. Ecco come la nostra reporter in erba Michela Pugliese ripercorre i momenti più significativi dell’incontro.

 “Te la sei cercata!”: è questa l’esclamazione che, ogni anno, centinaia di donne vittime di violenza si sentono ripetere da una società profondamente segnata dalle cicatrici centenarie degli stereotipi di genere. La verità è che nessun comportamento, nessuna parola “di troppo” può giustificare un atto di violenza. È questo il messaggio che, lo scorso 5 febbraio, l’avvocato e senatrice Giulia Bongiorno ha voluto far arrivare agli studenti del triennio del Marymount High School in un incontro dedicato alla lotta contro la violenza di genere. Partendo dal femminicidio di Giulia Cecchettin e dalla toccante testimonianza di Benedetta, sorella di Noemi Durini, l’avvocato Bongiorno, fondatrice insieme a Michelle Hunziker dell’Associazione Onlus “Doppia difesa”, ci ha accompagnati in un’analisi approfondita della natura, delle cause e delle conseguenze di una delle più gravi problematiche sociali contemporanee.

L’incontro ha, infatti, offerto numerosi spunti di riflessione, a partire dalla definizione stessa di femminicidio, e ci ha fatto ripercorrere il lungo iter legislativo verso la criminalizzazione delle varie forme di violenza di genere. “Uccidere una donna era come bruciare un motorino” commenta l’avvocato Bongiorno tornando indietro a qualche decina di anni fa, quando il delitto d’onore era equiparato al delitto d’incendio. È una realtà spaventosamente recente quella raccontata dall’Avvocato, che non ha omesso il ricordo della fatica vissuta in prima persona nel farsi spazio in una professione tradizionalmente “maschile” come quella dell’avvocatura. Una fatica condivisa con tutte quelle donne che, prima di lei, hanno aperto la strada verso il mondo delle pari opportunità, come Lidia Poet, primo avvocato donna in Italia.

Bongiorno ha poi sottolineato la centralità dell’elemento del consenso nei casi di violenza di genere, ancora argomento di dibattito nell’UE per via dell’ambiguità nella sua definizione. Ma è proprio il consenso, ha spiegato, che, poco rispettato e spesso presupposto, viene brutalmente oltrepassato nei casi di violenza, di cui ha evidenziato le forme più varie. Cruciale è stata l’enfasi sugli abusi frutto dell’impulso dell’era tecnologica, come lo stalking, introdotto come reato nel 2009, e il revenge porn, criminalizzato solo nel 2019 con la legge Codice Rosso, ad opera della stessa Bongiorno.

Con grande chiarezza e immediatezza comunicativa, la Senatrice ci ha coinvolti sempre in modo molto interattivo nella sua narrazione sottoponendoci definizioni e veri e propri casi di studio. Siamo così diventati “giudici per un giorno”, immergendoci nei panni di coloro che quotidianamente hanno il compito di assicurare la giustizia alle vittime di violenze. L’intero staff di Doppia Difesa ha, inoltre, contribuito in modo efficace alla creazione di un profondo e toccante spazio per la nostra riflessione, proponendoci un’esperienza piena di suoni, immagini, parole, per dare voce a tutte quelle donne che una voce non l’hanno più.

Articolo di Michela Pugliese, 19 anni, V A Liceo Classico (Laboratorio di giornalismo)