Siamo sempre più portati a pensare che l’eccellenza accademica sia esclusivamente sinonimo di competizione, individualismo, realizzazione personale, ma c’è un significato più profondo che ogni insegnante, ogni educatore Marymount ha ben chiaro in mente: l’educazione non può essere separata dalla realtà sociale in cui le studentesse e gli studenti vivono, e conoscere il mondo significa anche, inevitabilmente, imparare a riconoscerne le disuguaglianze, le ingiustizie e le contraddizioni, sviluppando gli strumenti per affrontarle.
Sono stati questi i temi al centro dell’incontro che, a metà ottobre, ha riunito a Londra i docenti delle scuole europee del network RSHM nella Béziers Experience, momento di confronto e formazione dedicato alle radici del carisma della congregazione e alla sua attualità nel mondo dell’educazione. Dalla giustizia sociale alla creatività, dalla gratitudine alla responsabilità verso gli altri, a guidare la riflessione è stata Sister Luisa Maria Almendra, che ha accompagnato i docenti in un percorso dedicato al significato dell’ispirazione, alla ricerca della bellezza nella quotidianità e alla possibilità di contribuire, attraverso il proprio lavoro, a migliorare la società.
“Abbiamo riflettuto molto sull’importanza dell’amore e dell’azione, su come trasformare la nostra ispirazione in azioni pratiche attraverso la creatività, la gratitudine e la giustizia” – spiega il professor Morettini, docente di Letteratura Inglese e di Political History del nostro Liceo – “Il passaggio dall’idea all’azione è stato proprio uno dei temi centrali emersi durante l’incontro, perché l’ispirazione non riguarda soltanto ciò che si pensa o si desidera, ma richiede la disponibilità a mettersi in discussione, a lasciarsi cambiare e a tradurre i propri valori in comportamenti concreti”.
Un concetto che ha trovato particolare risonanza anche nella riflessione di Michela Dell’Orco, docente di Inglese nella Scuola Media, colpita proprio dalla distinzione tra ispirazione e motivazione: “L’idea che l’ispirazione non sia motivazione e che, da sola, non basti mi ha fatta molto riflettere. L’ispirazione deve trasformarsi in azione. Nel nostro lavoro lo vediamo tutti i giorni: un alunno può restare affascinato da qualcosa, ma solo attraverso la pratica, e poi l’abitudine, quella scintilla diventa parte di lui. Questo mi fa capire quanto sia importante accompagnare i ragazzi lungo il percorso, senza fermarsi al solo entusiasmo”. Una considerazione che riporta al cuore della responsabilità educativa: non basta suscitare interesse, occorre aiutare gli studenti a trasformarlo in consapevolezza, comportamenti e scelte.
“L’attenzione alle persone più vulnerabili, a chi vive ai margini della società, rappresenta un elemento distintivo del progetto educativo di Padre Gailhac e delle Madri fondatrici” – aggiunge Morettini – “Dalle prime opere di assistenza alle donne in condizioni di fragilità e agli orfani, fino alle diverse forme di servizio sociale oggi presenti nel mondo, la stessa ispirazione si è tradotta in risposte differenti ai bisogni delle comunità. Le suore presenti nei diversi Paesi hanno ciascuna un’attenzione particolare verso gli emarginati e le persone senza voce. Vorrei ricordare, per esempio, l’esperienza delle Sisters che negli Stati Uniti offrono consulenza legale gratuita ai migranti o accompagnano le persone e le loro famiglie nel fine vita, anche attraverso la presenza negli ospedali”. Esperienze diverse, quindi, unite dalla volontà di rispondere concretamente alle necessità delle persone e di riconoscere, soprattutto nelle situazioni di maggiore vulnerabilità, il valore della solidarietà, della prossimità e della dignità umana. Una riflessione che riguarda da vicino il ruolo degli insegnanti, poiché educare significa trasmettere conoscenze, ma anche testimoniare attraverso le proprie scelte la possibilità di costruire relazioni più giuste, contribuendo al bene comune.
Accanto alla riflessione sui valori, le giornate londinesi hanno rappresentato anche un’importante occasione per riscoprire la storia e le radici comuni delle scuole RSHM. Sister Luisa ha guidato i docenti in un approfondimento che, partendo dalle origini della congregazione con Padre Gailhac a Béziers, in Francia, è arrivato fino ai giorni nostri. Un percorso che ha permesso di comprendere meglio come la storia delle RSHM continui a vivere nelle diverse realtà educative e nelle opere delle suore nel mondo. “Non mi ero mai soffermata abbastanza sul fatto che Padre Gailhac fosse un insegnante” – racconta ancora Michela Dell’Orco – “Sapere che lo spirito della nostra comunità nasce proprio dalla scuola mi fa sentire ancora più coinvolta”. Un legame tra storia e identità educativa che emerge anche attraverso le risorse messe a disposizione dalla congregazione, come il canale YouTube delle RSHM che, ad esempio, raccoglie video dedicati alla storia e ai valori dell’istituto, oltre alla serie Meet the Sisters, che presenta alcune delle suore e il loro impegno nel mondo contemporaneo.
La dimensione del confronto e della condivisione è stata, del resto, particolarmente apprezzata dai partecipanti. “Uno degli aspetti che ho preferito di questa esperienza è stata la possibilità di parlare con i colleghi della Marymount di altre scuole, ma anche con quelli del mio stesso istituto” – osserva Haley Richard, docente di Inglese nella Scuola dell’Infanzia – “Lavorando con i piccoli di EC1 ed EC2 non mi capita spesso di confrontarmi con i docenti delle scuole medie o superiori, quindi è stato davvero bello conoscere questi colleghi sia sul piano personale sia per scoprire il lavoro che svolgono professionalmente”. Un aspetto tutt’altro che secondario, perché la costruzione di una comunità educativa passa anche dalla possibilità di superare le distanze tra i diversi ordini scolastici, condividere esperienze e riconoscere il contributo di ciascuno alla crescita degli studenti.
È la stessa insegnante a restituirci alcune significative proposte operative emerse nel corso del meeting: “Come parte dell’esperienza, Sister Luisa ci ha dato del tempo per discutere su come portare nelle nostre scuole, insieme ai colleghi, la stessa ispirazione che ha guidato Padre Gailhac. Abbiamo pensato alla creazione di un libro illustrato che racconti la storia e i valori delle RSHM realizzato dagli studenti più grandi per i più piccoli, e a un articolo di giornale scritto dai ragazzi delle superiori da condividere con la comunità scolastica”.
L’incontro di Londra ha offerto, quindi, ai docenti delle scuole RSHM uno spazio per ritrovarsi, conoscersi meglio e condividere le domande che attraversano la professione educativa, ma ha anche ricordato che il carisma di una comunità scolastica non vive soltanto nella sua storia o nei principi che la definiscono, bensì prende forma nelle relazioni, nelle scelte didattiche e nelle opportunità offerte alle studentesse e agli studenti, continuando a vivere come un orientamento capace di dare senso tanto all’insegnamento quanto all’apprendimento, that all may have life.