Si sono interrogati sul senso delle regole, dei diritti e della convivenza; hanno partecipato con interesse e curiosità alle attività del “Parlamentino”, che li ha portati a riflettere sui valori fondamentali che guidano la vita civile e democratica. Con l’anno scolastico che volge ormai quasi al termine fare un bilancio delle attività del percorso Enrichment significa ripercorrere e in qualche modo misurarsi con i nuovi significati che le bambine e i bambini hanno saputo dare a parole come libertà, uguaglianza, rispetto, responsabilità e partecipazione. Per le classi Quarte e Quinte della Scuola Primaria il progetto è stato, infatti, più ricco e denso che mai, sviluppandosi come un vero e proprio laboratorio interdisciplinare capace di intrecciare filosofia, lettura ad alta voce e outdoor learning grazie al lavoro congiunto di un’équipe di docenti con competenze specifiche in questi ambiti, in co-presenza con gli insegnanti prevalenti delle classi.
“La filosofia è ‘un’attività pensierosa’ ha scritto una bambina – racconta il docente di Filosofia Giuseppe Lanciano – e attorno a questa postura pensierosa, che non è né positiva né negativa, il progetto avrebbe dovuto provare a tenere insieme la dimensione storica e quella laboratoriale, ma soprattutto la dimensione dell’amore per il sapere con quella dell’angoscia dell’ignoranza. Il progetto, infatti, si fondava su tre nuclei principali. Il primo era l’introduzione al pensiero filosofico, soprattutto con riferimento ai filosofi naturalisti e a Platone. Il secondo era l’esplorazione del legame storico e concettuale tra la nascita del pensiero filosofico e la democrazia. Il terzo era il cantiere dell’Utopia, inteso come progettazione utopica e strumento di trasformazione della realtà. I bambini hanno lavorato prima su ciò che avrebbero voluto cambiare della propria scuola, per poi passare alla progettazione plastica e concettuale di intere città utopiche, traducendo i valori in Costituzioni concrete e poi in progettazioni urbanistiche che favorissero il rispetto dei valori fondamentali scelti insieme. Esplorando in questo modo sia le idee meravigliose con cui i filosofi del passato provano a rispondere alle grandi domande, sia la grande negatività della realtà intorno, che sembra lasciare pochissimo spazio al pensiero utopico”.
A confermare la ricchezza dell’esperienza sono anche le parole della maestra Lidia Tavani pronunciate al termine del laboratorio dedicato alla progettazione della “scuola ideale”: “I bambini hanno pensato a diverse proposte: dalla scuola di cucina a un’ora per riflettere su di sé, dalla robotica al giardinaggio, dalla pet school alla lettura libera, fino a laboratori di business, autodifesa e moda. Hanno immaginato una scuola dove si insegna la felicità e all’interno della quale gli adulti la scoprono insieme ai bambini”. Anche il suo sguardo restituisce con immediatezza il valore del lavoro svolto: i bambini non si sono limitati a immaginare cambiamenti superficiali, ma hanno riflettuto sul significato stesso dell’educazione, individuando bisogni, desideri e possibilità di miglioramento.
“Il successo dell’esperienza – prosegue Lanciano – risiede quindi, a nostro avviso, nell’aver attivato le tre dimensioni del pensiero: il pensiero critico, grazie alla modalità laboratoriale e al continuo ricorso a un approccio maieutico; il pensiero creativo, nella progettazione dell’utopia; la dimensione caring, nella cura dell’altro all’interno della comunità di ricerca in tutti i momenti di riflessione collettiva”.
“La vera urgenza di questo progetto, e di tutti i progetti di filosofia nelle comunità tradizionalmente escluse dalla filosofia – conclude – è di combattere l’assenza di orizzonti positivi. La filosofia dimostra che l’ignoranza o lo smarrimento non devono necessariamente condurre alla disperazione, e i bambini ci ricordano che, per costruire qualcosa di radicalmente nuovo, dobbiamo ascoltare chi di solito viene escluso e considerato incapace di parlare. La mancanza di senso si combatte costruendolo insieme”.
Ma accanto alla crescita degli alunni, il percorso ha rappresentato anche una preziosa esperienza di collaborazione professionale tra docenti orientata alla condivisione di pratiche didattiche innovative e trasferibili, capaci di coniugare rigore educativo, ricerca pedagogica e partecipazione attiva. Un sentito ringraziamento va, pertanto, a tutti loro per lo straordinario entusiasmo, la capacità progettuale e la passione educativa con cui hanno contribuito alla realizzazione delle attività rendendole esperienze significative e ricche di valore per l’intera comunità scolastica.


