Occhi puntati sul medioevo: Il Liceo Classico ospite al Rettorato della Sapienza

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Data di pubblicazione: 17 Aprile 2026

Ha preso forma nel cuore della riflessione didattica contemporanea, sempre più orientata a far dialogare tra loro saperi disciplinari e nuovi linguaggi espressivi, l’esperienza vissuta dagli studenti del nostro Terzo Liceo Classico nell’ambito del percorso di FSL “Una forma di Medievalismo”, realizzato in collaborazione con il Centro Internazionale Interuniversitario MedioEvA e Sapienza Università di Roma.

A ispirare il percorso è stata la figura di Radegonda, regina merovingia del VI secolo poi divenuta santa, la cui vicenda segnata da violenza, coraggio e straordinaria capacità di autodeterminazione si è rivelata terreno particolarmente fecondo per un vivace laboratorio di riscrittura creativa e di elaborazione grafica da parte dei ragazzi. Guidati dalla Prof.ssa Mariangela Lanza (Marymount), dai Dott. Chiara Bellaveglia e Giacomo Evangelisti (Centro MedioEvA) e sotto il coordinamento scientifico della Prof.ssa Donatella Manzoli (Università Sapienza), fondatrice del Centro MedioEvA, le nostre due classi hanno sperimentato in maniera diretta come il connubio tra gli strumenti della critica letteraria e filologica e le nuove forme della narrazione possano rendere accessibili, affascinanti e, nel contempo, scientificamente fondati anche i contenuti in apparenza più specialistici e lontani dall’esperienza quotidiana.

A rendere ancora più coinvolgente questa esperienza laboratoriale è stato l’intreccio con la pubblicazione di “Radegonda: la serie”, un’originale graphic novel realizzata dal CNR e dal Centro MedioEvA nell’ambito di un originalissimo progetto interdisciplinare che ha fatto dialogare tra loro tra scienze applicate, filologia, ricerca storica e arte, e la cui rilevanza in ambito accademico è stata testimoniata ai ragazzi dalla viva voce dei suoi protagonisti il 13 aprile scorso, quando l’opera è stata presentata nella sede del Rettorato dell’Università La Sapienza di Roma, al cospetto della Rettrice Antonella Polimeni e della Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, per poi approdare al Salone del Libro di Torino a maggio e a Lucca Comics in autunno. 

Prima di dare il via ai lavori, la Magnifica ha sottolineato come progetti di questo tipo incarnino pienamente la vocazione dell’università a condividere il sapere, trasformandolo in relazione e linguaggio vivo, capace di raggiungere pubblici diversi: non più soltanto “terza missione”, ma una vera e propria “quarta missione” intesa come ripensamento delle modalità di fruizione del sapere quale scelta culturale e responsabilità civile. Su questa linea si è inserito anche il contributo della Preside Punzi, che ha richiamato la necessità di scardinare gli stereotipi più sedimentati sull’immaginario medievale per poter restituire complessità e profondità a un’epoca troppo spesso banalizzata. In questo senso la storia di Radegonda, donna capace di trasformare una condizione di violenza in un percorso di leadership spirituale e politica, si è prestata in modo emblematico a una riscrittura critica capace di parlare al presente.

Nel corso di questa emozionante giornata al Liceo Marymount è stato riservato, inoltre, un momento davvero speciale: i nostri studenti Espedito Incarnato, Emanuele Curatola e Davide Contestabile sono stati premiati dal Centro MedioEvA e dall’Università La Sapienza per la riscrittura più originale, mentre Tamar Hamawi e Sveva Santini sono state insignite di una bellissima targa per le loro tavole eseguite interamente a mano. “L’essere stati scelti per questo percorso e avere ricevuto l’onore dell’invito al Rettorato ha rappresentato un grande orgoglio per i ragazzi, momento culminante di un percorso che li ha visti confrontarsi in una sfida tanto affascinante quanto complessa: rileggere e riscrivere il Medioevo attraverso gli strumenti della creatività” – ha raccontato la Prof.ssa Mariangela Lanza, capo del dipartimento umanistico del Liceo e coordinatrice del PCTO – “in questo contesto, il fumetto si è imposto non come semplice forma di intrattenimento, ma come linguaggio complesso e stratificato, in grado di interrogare il passato e dialogare con il presente, contribuendo a superare stereotipi consolidati e a restituire nuova vitalità alla storia”.

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