I numeri continuano a essere centro delle passioni dei nostri ragazzi. Questa volta a destreggiarsi tra formule e problemi sono stati gli studenti della Scuola Media, che dal 9 al 14 marzo si sono lasciati coinvolgere in competizioni di giochi logico-matematici per festeggiare la famosa costante matematica del 𝜋≈3,14.
“Il Pi Greco Day si celebra in realtà il 14 marzo e questo giorno è stato scelto perché nel sistema di notazione anglosassone la data si scrive 3-14, una sequenza che richiama proprio le prime cifre del π — specifica la Prof.ssa Giulia Macciocco, alla guida del Dipartimento di Matematica — Tuttavia nella nostra scuola abbiamo deciso di onorare la ricorrenza per tutta la settimana perché i giochi che avevamo in mente richiedevano diverse ore di attività e ci è sembrata l’occasione giusta per offrire ai ragazzi l’opportunità di vivere intense giornate di matematica ludica, senza compiti né nuove spiegazioni, ma tutte dedicate al piacere di ragionare, giocare e scoprire insieme”.
Realizzata in collaborazione con l’Associazione Tokalon, l’iniziativa ha proposto agli studenti tre giochi molto stimolanti, Set, Polyminx e Fantastick, grazie a cui le aule si sono trasformate in veri e propri laboratori di logica e divertimento. Con Set, per esempio, i ragazzi si sono sfidati in osservazione e rapidità: riconoscere combinazioni corrette tra forme, colori e simboli ha richiesto attenzione ai dettagli e grande prontezza mentale. Il gioco Polyminx ha invece messo alla prova la capacità di visualizzazione spaziale e di problem solving, invitando i partecipanti a comporre figure e strutture sempre più complesse. Infine con Fantastick bastoncini e schemi logici hanno dato vita a sfide di strategia in cui ogni mossa poteva fare la differenza.
Durante tutta la settimana si è respirata, quindi, un’atmosfera di sana competizione: tra sorrisi, concentrazione e applausi finali, gli studenti hanno dimostrato quanto la matematica possa essere scoperta e condivisione e come il gioco possa diventare una parte decisiva e costante del lavoro in classe, la possibilità di un approccio complementare rispetto a quello tradizionale, una scelta pedagogica che riflette l’idea di scuola che vogliamo costruire e il significato che attribuiamo al percorso educativo.