25/11: Il vero coraggio è rompere il silenzio

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Data di pubblicazione: 27 Novembre 2025

La nostra Scuola Media ha risposto con entusiasmo all’appello della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne col progetto Nodi di Resistenza, ideato e organizzato da Maria Angeles Vila Tortosa. L’iniziativa ha trasformato le classi in laboratori creativi e spazi di riflessione profonda, contando sulla partecipazione corale di tutti gli alunni, che hanno lavorato con grande entusiasmo e rispetto per un obiettivo comune: creare striscioni che fossero veri e propri nodi di resistenza contro la violenza di genere.

Sui tessuti dell’installazione, allestita per qualche giorno nell’atrio ai piedi della scalinata del Castello, sono fiorite parole come ‘Rispetto’, ‘Amore’, ‘Libertà’. Ma ecco le voci dei diretti interessati di Prima Media raccolte dai giovani reporter del team Nodi di resistenza, Letizia Gambardella, Giovanni Amati, Van Gurp Karalina, Lorenzo Gattabria: “Abbiamo decorato gli striscioni con disegni carichi di significato: cuori, fiori e simboli di pace che rappresentano la speranza in un mondo più giusto e più sicuro per tutte le donne. Per noi non sono state solo decorazioni, ma un messaggio potente di pace, amore e, soprattutto, di rispetto, valido oggi e per il futuro. La violenza non è amore, è controllo. Il vero coraggio è rompere il silenzio”.

Dalle Seconda Medie:  “Oggi non è solo il giorno del ricordo, ma il giorno della nostra responsabilità”, “Abbiamo voluto creare questi manifesti per mandare questi messaggi e inoltre un progetto del genere permette di essere uomini e donne capaci di affrontare qualsiasi situazione scomoda in futuro”, “Secondo me dovrebbero creare una linea telefonica apposita per le donne in difficoltà”, “Se sei coinvolta nelle relazioni tossiche, devi comunicarlo alle autorità, urlarlo al mondo!”.

Dalle Terze Medie: “Secondo me è importante sapere queste cose fin da giovani, perché così possiamo evitare delle situazioni scomode e non commettere gli stessi errori nel futuro”, “Non siamo un ‘oggetto’ da possedere, ma un ‘soggetto’ da rispettare. La nostra dignità è inviolabile”, “Gli uomini violentano le donne perché si sentono insicuri e perseguitati dal pensiero della solitudine e non riescono ad accettare un NO”, “È importante ricordare il 25 novembre e i femminicidi perché così le vittime possano essere ricordate e mai dimenticate le atroci violenze fatte contro di loro”, “Una vita senza lividi: è un nostro diritto”.

E infine una riflessione del nostro team giornalistico: “Questo progetto è stato un’opportunità unica per riflettere attivamente sulla violenza di genere e per esprimere la nostra solidarietà alle donne che ne sono vittima. Supportati da Ipad e dal classico blocco note, abbiamo lavorato a stretto contatto con i nostri compagni di scuola, scattando foto dell’attività in corso e conducendo interviste per raccogliere le loro voci, idee e sentimenti in tempo reale. Questo lavoro sul campo è stato bellissimo. Inoltre, noi quattro abbiamo subito fatto gruppo e abbiamo dedicato tempo al confronto interno, affrontando il tema della violenza di genere tra di noi e riflettendo sull’importanza di iniziative come questa.  Vorremmo ringraziare Maria Angeles Vila Tortosa per aver ideato questo meraviglioso progetto artistico e per averci dato l’opportunità di partecipare. Crediamo che l’informazione, la creatività e la riflessione attiva siano i primi, fondamentali passi per un cambiamento duraturo nella nostra società”.

 

Ecco i giovani reporter: da sinistra, Letizia Gambardella, Giovanni Amati, Karalina Van Gurp, Lorenzo Gattabria.

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