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È con entusiasmo ed orgoglio, che  l’Istituto Marymount  ha avviato  l’apertura del “CENTRO SPORTIVO MARYMOUNT” presso gli impianti della nostra sede MARYMOUNT HIGH SCHOOL  di via Livorno 91.

I corsi, aperti a bambini e ragazzi a partire dai 4 anni d’età, saranno tenuti da istruttori Federali (FSN) altamente qualificati  e di grande esperienza a livello nazionale ed internazionale, sotto la direzione tecnica della prof. Alessandra Di Cagno e saranno aperti ad alunni interni ed esterni.

 

Dal 24 al 28 settembre vi aspettiamo numerosi alla nostra OPEN WEEK per provare le discipline proposte, negli orari e nei giorni sotto indicati. I corsi, negli stessi giorni e orari,  saranno effettivi dal giorno Lunedì 1 Ottobre.

 

DISCIPLINA GIORNI ORARIO INSEGNANTE
Ginnastica Ritmica Avviamento (4-6 anni) Martedì/Giovedì 17.00 – 18.00 Alessandra Di Cagno
Ginnastica Ritmica 2 pre-agonistica

(7-10 anni)

Martedì/Giovedì/Venerdì 17.00 – 19.00 Alessandra Di Cagno
Street Jazz/Hip Hop (Liceo) Martedì/Mercoledì/Giovedì 14.45 –  15.45 Eleonora Frascati
Pesistica Olimpica

(Liceo)

Martedì /Giovedì 14.45 – 16.00 Jack Romani
Functional Training

(Liceo)

Mercoledì/Venerdì 14.45-16.00 Andrea Buonsenso
Parkour: Arte dello Spostamento (Liceo) Mercoledì /Venerdì 14.45 – 16.00 Matteo Sterbini
Scherma

(6-12 anni)

Lunedì/ Mercoledì 17.00 – 18.30 Giulia Di Martino

Claudia Di Martino

Danza Classica

(6-10 anni)

Mercoledì/Venerdì 17.00 – 18.30 Patrizia Natoli

 

E’ necessario consegnare, al momento dell’iscrizione il certificato medico per attività sportiva non agonistica in corso di validità (un anno dall’emissione) in originale o in copia autentica.

Per  costi e ulteriori dettagli rivolgersi a Chiara Fiore – 06/86225755 – 334/3176709; cfiore@marymount.it

Da sempre qui, all’Istituto Marymount, siamo convinti che educare sia una missione che vada ben al di là del puro insegnamento: educare è, prima di tutto, una forma d’amore che, nella nostra Scuola, portiamo avanti giorno dopo giorno.
Amare una persona, infatti, vuol dire credere nelle sue potenzialità, strada, questa, non sempre facile da percorrere se rapportata alla situazione del nostro Paese, dove, spesso, manca una visione d’insieme, che riesca ad andare oltre il semplice “qui ed ora”.
La Scuola – italiana e non solo – talvolta, è complice di tutto questo, non perché non voglia agire, ma perché, in molti casi, non sa come fare o non ha gli strumenti adatti.
Anche quest’anno, quindi, il nostro impegno è rivolto ad una formazione che risponde alla collettività, alla società e alla famiglia, secondo i principi che hanno fatto del Marymount una riconosciuta eccellenza italiana e internazionale.
E, proprio con questo rinnovato spirito di continuità, rivolgo a tutti voi il mio più sincero augurio di un nuovo, ricco e intenso anno scolastico!

Il Preside
Andrea Forzoni

AVAILABLE NOW!!!

“Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra”… se lo chiedeva anche Giorgio Gaber in una sua famosa canzone. In realtà, il dibattito che si è svolto al Liceo dal titolo “Ma tu sei di destra o di sinistra? Orientarsi tra neopopulismo e crisi dell’informazione” è stato il pretesto per affrontare, attraverso un parterre d’eccezione, i principi della democrazia e della politica, tra storia e stretta attualità.

Grazie a Vittorio Macioce, caporedattore il Giornale, Matteo Marchetti, redattore La7 e dottorando alla Sapienza Università di Roma, e alla giornalista Cristina Missiroli, che ha moderato l’incontro, i nostri studenti sono stati stimolati a riflettere sul significato dei termini che contraddistinguono il dialogo politico.

I ragazzi sono stati invitati a esprimere, ad esempio, i concetti legati alla parola “politica”: un focus interessante, che ha permesso di fare chiarezza su terminologie, talvolta, usate impropriamente anche nei talk televisivi. Sono emersi spunti riguardanti i temi della partecipazione, del coinvolgimento e dei riflessi, diretti e indiretti, che la politica può esercitare sulla vita quotidiana.

In particolare Macioce ha esortato i ragazzi ad andare in profondità, ricercando il significato delle cose e, perché no, anche dei vocaboli che non si conoscono sfruttando, così, le nuove tecnologie. Tramite questo approccio, ha sottolineato il giornalista, è più facile far proprie delle “mappe concettuali” che possono aiutare a concatenare “fatti, cause e conseguenze”.

Matteo Marchetti ha analizzato aspetti storici, generazionali, in una dialettica aperta con Macioce, soffermandosi sull’analisi di avvenimenti di un “recente passato”, mentre Cristina Missiroli ha invogliato gli studenti dell’High School a fare domande, in qualche momento, divenendo la loro voce per incentivare, ulteriormente, la discussione.

Un dibattito avvincente, in cui i ragazzi dell’High School sono stati parte attiva dell’evento, condividendo opinioni e punti di vista utili a ragionare sui contesti di ieri, di oggi ma, soprattutto, su quelli di domani.

Incontrare Sister Isabelle Cipriano è come essere investiti da un’ondata di buon umore, un sorriso contagioso che sa mettere da parte ogni difficoltà.
La carica positiva della Superiora provinciale del Mozambico, recentemente venuta in visita presso il nostro Istituto, esprime pienamente lo spirito di unione e fratellanza del Marymount.

Un ponte tra Italia e Africa che, da questo incontro, esce ancor più rafforzato: Sister Isabelle Cipriano, infatti, ha avuto occasione non solo di dialogare con lo staff che quotidianamente lavora nella nostra Scuola, ma anche di conoscerne da vicino la struttura, entrando nei vari ambienti e parlando con i nostri studenti.

Proprio a loro, in un confronto con le varie classi, ha potuto rivolgersi per narrare il “suo Mozambico”, raccontando ai ragazzi di come i coetanei africani vivano la scuola, della situazione nelle zone rurali del paese e di quanto l’aiuto manifestato attraverso iniziative come, ad esempio, il bazar pro Mozambico, sia un gesto concreto di solidarietà.

Con lo sguardo aperto verso il futuro, Sister Isabelle Cipriano ha condiviso ricordi della sua infanzia, quando il papà, insegnante, le trasmetteva l’amore per lo studio e per la scuola; ha reso partecipi gli alunni dei piccoli e grandi ostacoli che affronta ogni giorno in Mozambico, dove, spesso, c’è un solo insegnante per 50 bimbi e dell’importanza che, questi, imparino presto il portoghese, lingua ufficiale della nazione.

I nostri allievi si sono dimostrati molto interessati all’esperienza e alla testimonianza di Sister Cipriano, che ha risposto con gioia ed entusiasmo a tutti i loro quesiti e curiosità. E il Mozambico non è più così lontano!

Online il video del nostro Istituto: scopri cosa vuol dire scegliere Marymount

Quando parliamo di Marymount parliamo, prima di tutto, di comunità, di uno spirito che identifica, nel mondo, ogni singolo Istituto del nostro Network.

Un progetto di crescita articolato e completo, che va dall’infanzia fino alla più alta formazione accademica. Così, nel mese di marzo, abbiamo accolto una delegazione di Professori e studenti provenienti proprio dalla nostra Università: quella di Arlington, in Virginia.

Un gruppo di studenti e docenti dell’Università Marymount era in Italia, infatti, per conoscere e confrontare il sistema didattico nazionale con quello statunitense.

Un incontro che è stato molto di più di una semplice visita e ha rappresentato un’importante occasione di condivisione, durante la quale si sono espresse idee, opinioni e punti di vista: un vero e proprio ponte che, virtualmente, ci ha congiunto con il campus oltreoceano.

Il comitato dell’Università di Arlington era composto da 12 partecipanti, nelle persone di:
Michele Garofalo- Faculty Member,
Tammy Davis- Faculty Member,
Victor Betancourt-Santiago- Director,
Global Education,
Cameron Boster- Graduate School Counseling student,
Loretta Jacoby- Marymount Alum and Middle School Counselor,
Eric Jefferson- Graduate School Counseling student,
Carolyn Kroeger- Graduate School Counseling student,
Ana Gaitan- Graduate School Counseling student,
Betis Sorto-Sanchez- Graduate School Counseling student,
Magdalen Osei Brantuo- Graduate School Counseling student,
Remy Carter- Undergraduate (Senior) Psychology student e Tessa Davis- Graduate School Counseling student.

La delegazione ha avuto modo di visitare, prima, il Liceo in Via Livorno, conoscendo gli studenti e alcuni membri del corpo docente; successivamente, nell’arco della stessa giornata, è arrivata in Via Nomentana, dove ha incontrato alcuni degli alunni che hanno preso parte alle iniziative del MUN e della Leadership e i Principals del nostro Istituto, proseguendo, poi, con il tour della Scuola ed un pranzo tutti insieme.

Durante lo scambio di vedute nel nostro salone, il comitato dell’Università ha espresso particolare apprezzamento per la cura dei dettagli e l’accoglienza ricevuta e, soprattutto, per il forte impegno quotidiano nel far percepire ai ragazzi la grande famiglia Marymount che ogni scuola, ad ogni latitudine, rappresenta e di cui tutti noi facciamo parte. Inoltre, il confronto tra diverse figure professionali ha consentito un dialogo di ampio respiro, anche nell’ottica di alcuni aspetti da poter implementare. Tutti i partecipanti hanno colto con grande piacere l’entusiasmo manifestato dagli studenti della nostra High School, felici nel conoscere più da vicino lo step accademico, successivo al liceo, che porta avanti la tradizione della rete RSHM.

Esperienze, tutte, di uno staff appassionato che, in quello che fa, investe competenza e cuore: qualcuno dai banchi di scuola Marymount si ritrova, poi, con orgoglio e con lo stesso spirito di appartenenza a vivere questa realtà anche nel proprio iter lavorativo. L’energia positiva trasmessa dal nostro Istituto, il valore attribuito dai nostri ragazzi alle numerose esperienze all’estero, la conoscenza di diverse lingue straniere da parte degli studenti e il prezioso rapporto di guida insegnate/alunno sono stati alcuni degli elementi che maggiormente hanno colpito i colleghi di Arlington, testimoni di una connessione autentica che non conosce distanza.

Il passaggio dall’età dell’infanzia a quella dell’adolescenza rappresenta sempre un momento delicato, che genitori e insegnanti devono saper affrontare per applicare al meglio il loro ruolo di mediatori.

L’incontro con la Professoressa Maria Assunta Zanetti, docente dell’Università di Pavia, che si è svolto venerdì 16 marzo presso la Gailhac Hall del nostro Istituto, ha messo in luce i punti essenziali per interpretare il graduale percorso verso l’autonomia del ragazzo che, da bambino, si ritrova adolescente.

In questa chiave, ha ribadito la docente, è fondamentale rafforzare concetti di autorevolezza e non di autoritarismo, dare attenzione allo sviluppo della dimensione emotiva dei giovani, favorendoli così nell’iter che trasforma il bambino in cittadino. In particolare, proprio il corretto sviluppo della sfera emotiva, soprattutto nella gestione dei conflitti, può dimostrarsi valido strumento anche nell’ottica di buone performance scolastiche (la dimensione emotiva che coadiuva quella cognitiva).

«Nel ragazzo il mondo emotivo è funzionale alla sua stessa crescita, pertanto è importante promuovere nei nostri figli competenze di resilienza» ha sottolineato la Professoressa Zanetti.

Altro fattore preso in analisi è stato il rafforzamento dell’autostima (identificato come costrutto caldo) da distinguere dall’elemento dell’autoefficacia (costrutto freddo che delinea, ad esempio, l’esito scolastico di un alunno).

Infine, grande attenzione è stata riservata anche al legame con le nuove tecnologie con cui i ragazzi si rapportano quotidianamente e che, quando male interpretato, può divenire un ostacolo nell’espressività (un uso eccessivo di “emoticon” può inibire il riconoscimento e l’esternazione delle differenti emozioni).

Proprio su queste tematiche verterà l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri con la Professoressa dal titolo “Genitori nella rete: istruzioni per l’uso”, la cui data verrà comunicata a breve.


Un evento per gli innovatori del futuro, per imparare fin da “piccoli” a pensare in grande! A che piano andiamo? Ma all’ultimo! Innalzando creatività e ingegno come durante la Maker Faire, che si è svolta dal 9 all’11 marzo, contemporaneamente all’evento MUN nel nostro Istituto, presso la Marymount International School di Via Cassia.

Proprio in questa occasione, otto studenti di seconda media delle sezioni A, B e C, sotto la supervisione dalla professoressa Federica Lamensa, hanno presentato il progetto #LIFTS, che li ha visti impegnati nella creazione di un ascensore in scala ridotta.

All’evento – che si svolgeva, appunto, nelle stesse date del MUN di Via Nomentana e con il quale ci sono stati numerosi momenti di condivisione e contatto (link ad articolo MUN) – hanno partecipato molti studenti, ma il progetto LIFTS presentato dai nostri ragazzi è stato ritenuto tra i più interessanti proprio perché interamente ideato da loro (non è stato fatto alcun uso, ad esempio, di modelli pre-assemblati).

Il lavoro ha preso origine da un approfondito studio sulla storia degli ascensori, partendo dai primi prototipi dell’800, fino ad arrivare a quelli più avveniristici, simboli di efficienza, comodità, design e sicurezza.

Gli allievi sono così diventati designers e dopo una serie di domande (Cos’è un ascensore? Come si muove? Cosa ci dice questo progetto e qual è la sua storia?) sono passati a cercare risposte, sperimentando e cambiando rotta (ma anche strutture, forme e materiali) di fronte agli ostacoli che, man mano, incontravano lungo il cammino.

Questo costante lavoro scientifico di confronto ha garantito il successo del team e il modello riprodotto dagli alunni (esposto poi in palestra durante la cerimonia conclusiva che si è tenuta presso la nostra scuola) si è dimostrato in grado di emulare molte delle funzioni tipiche dei veri ascensori come, ad esempio, il movimento della cabina – ottenuto tramite motori elettrici – o i bottoni che regolano il passaggio su diversi piani.

Un percorso – dagli ottimi risultati – che ha fatto convivere fantasia, metodo e, soprattutto, lavoro di squadra!

NEW YORK – Una delegazione degli studenti dell’High School presso il Palazzo dell’ONU

Una missione oltreoceano per sperimentare dal vivo le dinamiche che determinano le attività delle Nazioni Unite: questa è stata la grande avventura ed esperienza educativa della delegazione di studenti della nostra High School che è volata a New York, dal 27 febbraio al 6 marzo, per apprendere in modo pratico le regole della diplomazia multilaterale (il viaggio dei nostri studenti è stato descritto anche all’interno delle ultime pubblicazioni del RSHM NGO News, di cui alleghiamo, di seguito, le edizioni in inglese e portoghese).

Il MUN (Model United Nations) rappresenta infatti la più importante simulazione dei lavori delle Nazioni Unite, un modello didattico consolidato a livello globale, dove oltre mille studenti da tutto il mondo possono confrontarsi sulle grandi questioni internazionali attraverso le procedure che vengono realmente utilizzate durante le assemblee dell’ONU.

Ad accompagnare gli studenti del nostro Liceo sono state le insegnanti Monica Terra e Penny Foster – che hanno preparato gli allievi a questo appuntamento fin dal mese di ottobre – le quali, poi raggiunte dal Preside Andrea Forzoni, hanno coadiuvato il lavoro dei ragazzi nell’acquisire esperienza diretta nelle relazioni internazionali.

Dopo alcuni briefing introduttivi sull’arte della negoziazione, sul parlare in pubblico (ricordiamo, ad esempio, che i nostri studenti del Liceo di Via Livorno hanno avuto, durante l’anno scolastico, l’opportunità di affinare le loro competenze grazie al corso ad hoc proprio sul public speaking) e sul come trasformare un documento in una risoluzione, sono iniziati i lavori delle Commissioni.

Proprio poiché l’assemblea generale ha principalmente funzione consultiva, l’obiettivo è quello di adottare risoluzioni condivise sui topics discussi, direttamente selezionati dall’agenda delle Nazioni Unite, secondo il processo che vede i delegati, rappresentati dai singoli studenti, lavorare insieme alla ricerca di soluzioni realistiche che, potenzialmente, influenzano lo sviluppo internazionale, la pace e la sicurezza su scala mondiale.

Di seguito photogallery dell’evento:

ROMA – L’Istituto Marymount ospita il Model United Nations

Dal 9 all’11 marzo il nostro Istituto ha ospitato un prestigioso appuntamento del Global Network delle scuole Marymount, il MUN – Model United Nations (la più significativa e codificata simulazione delle Nazioni Unite), con la partecipazione dell’istituto di Londra e delle due scuole di Roma (l’istituto di Parigi, purtroppo, non ha potuto prendere parte all’evento a causa dello sciopero dei trasporti).
Oltre 100 ragazzi, di cui 34 di seconda e terza media del nostro Istituto, hanno avuto occasione di approfondire, attraverso un approccio pratico, i meccanismi che regolano la diplomazia multilaterale.

Gli studenti si sono preparati già a partire dal mese di ottobre, incontrandosi ogni venerdì, dopo scuola, sino alla fine di febbraio, sotto la supervisione delle Professoresse Monica Lou Terra, Middle School (Scuola Secondaria I grado) Principal, e Penny Foster, che li hanno scrupolosamente guidati lungo questo percorso, indirizzandoli verso una migliore comprensione e un adeguato studio, pratico e teorico, della simulazione.

Contemporaneamente, nelle stesse date, il Marymount International di Via Cassia è stato sede della prima edizione del Maker Faire, dove alcuni dei ragazzi provenienti dalle tre scuole, di cui una decina delle nostre seconde medie, hanno creato attraverso il FabLab progetti collegati al dibattito MUN (segnaliamo, inoltre, che il progetto LIFTS degli otto studenti di seconda media delle sezioni A, B e C della nostra scuola, sotto la guida dalla Professoressa Federica Lamensa, è stato giudicato tra i più interessanti poiché i ragazzi hanno realizzato l’intera progettazione del prototipo di ascensore in scala ridotta, non presentando, quindi, un modello già precedentemente assemblato).

Una manifestazione nella manifestazione: durante i tre giorni, alla fine della giornata, i ragazzi che partecipavano al Maker Faire, infatti, si riunivano con quelli del MUNnella nostra sede di Via Nomentana per la cena e per passare del tempo insieme, confrontandosi sulle attività svolte e condividendo lo spirito Marymount.
Durante l’evento è intervenuto anche il Dr Divine Njie, Deputy Strategic Programme Leader – Food Systems Programme (SP4) presso la FAO, che ha dichiarato:

«Technological breakthroughs such as Artificial Intelligence hold great promise for accelerating progress on the Sustainable Development Goals. However, the UN has a key role to play in ensuring that the benefits of Artificial Intelligence technologies can be enjoyed while preventing or mitigating the pitfalls and negative consequences, such as inequalities in access and risks to global peace and security. The UN can play this role by convening different countries and stakeholders, providing a neutralforum for discussions, identifying development solutions, and helping to mobilise resources».

Rivolgendosi, poi, ai giovani ed entusiasti partecipanti, si è detto molto ottimista nel constatare l’interesse nel costruire, fin da ora, le loro capacità di leaders del futuro.

Infine, dopo la messa della domenica, sempre nel nostro Istituto, l’11 marzo si è svolta la cerimonia conclusiva – in entrambi i momenti si è registrata una grande presenza dei genitori – durante la quale si sono ritrovati sia gli studenti che hanno preso parte al MUN sia il gruppo del Maker Faire.

In particolare, a suggellare quest’unione è stata la parentesi del Crisis Debate, con il volo in palestra di un drone che ha consegnato una lettera (ponte simbolico tra MakerFaire e MUN). Sempre in palestra, infine, è stato possibile vedere dal vivo il progetto LIFTS, con la riproduzione ridotta del prototipo di ascensore creato dai ragazzi.

Di seguito alleghiamo photogallery dell’evento: