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Mercoledì 23 ottobre, il nostro Istituto ha rinnovato la collaborazione con l’AIPD, Associazione Italiana Persone Down, attraverso il consueto appuntamento volto a sostenere questa importante realtà.

In occasione del 40° anniversario dell’associazione, all’entrata e all’uscita di scuola, è stato possibile trovare il personale AIPD e acquistare una tavoletta di cioccolato solidale.

“Da 40 anni combattiamo un’unica malattia: il pregiudizio …Perché le persone “con un cromosoma in più” non devono avere neanche un’opportunità in meno”.

Proprio lo scorso 13 ottobre, in più di 200 piazze italiane, si è celebrata la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down.

Per maggiori info:
https://www.aipd.it

Era iniziato diversi mesi fa il cammino, insieme, del “Plastic Free World, evento ideato e coordinato dalla giornalista Martha Nunziata.
Un impegno “verde” e costante del nostro Istituto e, in particolare, delle classi III, IV e V della primaria e di quelle della scuola secondaria di primo grado per un futuro sempre più sostenibile.

Oggi le classi, in due momenti distinti, sotto la supervisione delle Principal Maria Fornabaio e Monica Terra, si sono ritrovate in palestra per la presentazione dei lavori tematici elaborati durante la pausa estiva, che mettevano in luce un cambiamento tangibile da portare avanti anche con piccole azioni quotidiane.

Un momento di condivisione e confronto, supportato dalla presenza dei protagonisti che avevano già animato i precedenti appuntamenti, guidando i ragazzi in questa avventura come, ad esempio, il giornalista Valerio Iafrate, che ha moderato l’incontro, il comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma, Giuseppe Lopez, Maria Antonietta Quadrelli del WWF, Martina D’Arco del movimento #fridaysforfuture.

Ma i veri protagonisti, come di consueto, sono stati i nostri studenti che con collage, cartelloni, composizioni e prodotti multimediali si sono messi davvero in gioco per dare il proprio contributo.

Oltre alla premiazione del video dell’attuale IV B e degli alunni che si sono distinti nella partecipazione di quiz a tema, ci sono stati riconoscimenti per tutti coloro coinvolti nell’iniziativa, con best practice green anche dal mondo delle aziende grazie all’intervento della Dottoressa Silvia Sperduti.

Un messaggio speciale anche dalla paladina dell’ambiente Licia Colò che, in un video, ha esortato i ragazzi a non arrendersi mai, a credere nei propri ideali, allenando, giornalmente, il proprio spirito critico anche se le scelte sono, spesso, dei “grandi”.

Per approfondire gli appuntamenti del “Plastic free world”:

Da quest’anno il Marymount può avvalersi di una nuova importante zona didattica, quella, recentemente inaugurata nel giardino del nostro Istituto, che costituisce un’area laboratoriale di sensorialità. Di seguito riportiamo il focus del progetto nell’articolo dell’insegnante Lidia Tavani, che lo ha seguito da vicino.

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Ispirati all’entusiasmo del famoso pedagogista italiano Loris Malaguzzi, le A.LA.S. sono spazi didattici all’aperto per bambini della scuola dell’infanzia e del primo ciclo della scuola primaria (classi I, II e III).

L’idea di creare uno spazio didattico all’esterno nasce dalla volontà di offrire completezza ai percorsi di apprendimento stabilendo una continuità educativa con l’offerta didattica che si svolge all’interno delle aule. Troppo spesso, infatti, si guarda agli spazi esterni delle scuole come dei luoghi in cui svolgere attività per lo più ricreative o sportive. Tuttavia, questi rappresentano una grande risorsa educativa in grado di rispondere con efficacia alle nuove sfide didattiche che chiedono di ripensare l’apprendimento alla luce dei concetti di “abilità” e “competenze”.

Il progetto A.LA.S. risponde a queste sfide modulando l’offerta formativa in senso laboratoriale e proponendo la sensorialità come canale privilegiato per costruire percorsi di apprendimento individuali e creativi.

“Laboratorio” in termini didattico-educativi significa innanzitutto possibilità di osservazione e scoperta: per pensare, immaginare, progettare, agire. Ed è questo il senso del “cento” di Malaguzzi che vogliamo offrire agli studenti Marymount, ossia la possibilità della scoperta e dell’azione che passa attraverso l’esercizio del pensiero riflessivo e delle proprie abilità.

Per fare questo le A.LA.S. si compongono di un arredo appositamente studiato per favorire interazioni non strutturate e individualizzate. L’obiettivo è l’espressione libera e creativa di ogni bambino e di ogni bambina. In questi spazi ognuno può trovare la propria dimensione perché qui i bambini sperimentano in modo diretto la pluridimensionalità di un medesimo obiettivo di apprendimento. In questo senso si spiega la scelta di un arredo semplice ed essenziale caratterizzato da strutture-telai di base, progettati per essere implementati gradualmente dalle idee dei bambini. Si tratta di costruzioni dotate di un’impalcatura flessibile e versatile che consente di appendere manufatti mobili o attaccare in modo stabile pannelli didattici progettati dai bambini o dagli insegnanti. Al momento dell’inaugurazione molti di questi telai si presentano completamente spogli, vuoti, lasciando sbigottiti persino gli stessi bambini che li visitano per la prima volta: «Ma li costruiamo noi per davvero? Con le cose vere?»!

Una parte dei telai, invece, sono già completi e strutturati poiché servono a conferire identità alla porzione di spazio che occupano. Connotare lo spazio di un’identità significa intendere lo spazio come un agente di interazione che, in quanto tale, veicola relazioni sociali, modi di agire, processi di significazione e norme di comportamento. Nel caso delle A.LA.S. lo spazio si suddivide in diverse aree identitarie: “area luce”, dove è possibile scoprire gli effetti della luce solare tra ombre, colori e riflessi; “area suono” dove i bambini possono scoprire suoni, tonalità e rumori in base al materiale e utilizzato e alla sua forma; “area tattile e di manipolazione” caratterizzata da vasche comunicanti con cui è possibile giocare con acqua, terra, sabbia e altri materiali; “area odori”, ossia un piccolo orto di piante aromatiche; “area di composizione”, identificata da un tavolino dove i bambini possono costruire piccoli manufatti e da telai con pannelli dedicati all’esercizio di attività di gestione dello spazio e di motricità fine; “area storie”, identificata da un piccolo anfiteatro arredato da lavagne; “area riposo” con una zona di erba adibita ad attività informali; e infine “area aula all’aperto” dotata di tavolini, sedute, lavagne e telai per allenare le funzioni esecutive attentive e la memoria di lavoro.

Le A.LA.S., dunque, sono uno spazio work in progress, che vuole costruirsi con i bambini e gli insegnanti perché crede fortemente nel potenziale di ogni persona verso un sapere che si scopre e si costruisce in maniera attiva e partecipativa.

Per partecipare in maniera attiva, però, occorre fare esperienza diretta. Occorre mettersi in gioco completamente e profondamente, dando tutto di se stessi.

Da questo punto di vista il canale della sensorialità diventa prezioso per vivere esperienze cosiddette totalizzanti, in cui i bambini si immergono completamente in una situazione didattica entrando in contatto profondo con se stessi . Una proposta didattica di tipo multisensoriale consente, infatti, di mettere in campo abilità molteplici, di volta in volta diverse in base agli interessi e ai bisogni individuali del momento. In questo modo tutti raggiungono gli obiettivi richiesti e l’apprendimento si carica di un’emotività positiva che apre il pensiero al “possibile”. Quest’ultimo è il pensiero che cerca strade per raggiungere la propria meta, è il pensiero che trova soluzioni creative, è il pensiero proattivo e prosociale che intellige la quotidianità attraverso le lenti di ciò che ognuno può fare, per se stesso e per gli altri, mettendo in azione e a disposizione i propri talenti.

È quel pensiero che è già azione e dice: il cento c’è, eccolo!

 

Il cento c’è

Il bambino
è fatto di cento.

Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare

di giocare e di parlare

Cento, sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire

cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.

Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento, cento, cento)
ma gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.

Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.

Gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.

[Loris Malaguzzi]

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Oggi, 20 novembre, ricorre il 25° anniversario della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ratificata nel mondo da oltre 190 Paesi e dall’Italia nel 1991.
I principi fondamentali in essa contenuti sono quattro: quello della non discriminazione, il superiore interesse – prioritario – dei bambini e delle bambine, il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo e l’ascolto delle opinioni del minore.
In particolare, negli articoli 28 e 29, viene riconosciuto il diritto all’educazione: gli Stati firmatari, infatti, si impegnano ad adottare misure per promuovere la regolarità della frequenza scolastica e la diminuzione del tasso di abbandono della scuola. Un cammino, sicuramente, ancora lungo, ma che la società ha il dovere di continuare a percorrere.
Ci sono appuntamenti che nella nostra Scuola sono, ormai, un’istituzione: la Leadership – che si svolge ogni anno presso uno degli istituti del Network RSHM – è sicuramente uno di questi.
Le caratteristiche di un leader, le sue qualità e il significato che questi rappresenta per la collettività sono, infatti, i principali focus del RSHM Student Leadership Retreat, che si è svolto a fine settembre a Londra, e dove i nostri studenti hanno potuto dibattere e confrontarsi con i colleghi degli altri Istituti.
Come sempre, il meeting è stato solo il culmine di un percorso già iniziato in classe, tra i banchi, percorso nel quale gli studenti sono stati accompagnati dalla Prof. Monica Terra, Principal della Scuola Secondaria di I Grado.
Per questa edizione hanno partecipato all’incontro tre rappresentanti della nostra High School di via Livorno 91: Tancredi Rocca Chiocci, Livia Scafone, Elena Pascarella. Sei, invece, gli allievi delle terze medie: Michela Pugliese, Tiziano Siniscalchi, Aurora Rizzi, Francesco Saverio Paone, Andreana Coacci e Lorenzo Veroni.
Felici dell’esperienza, nei prossimi mesi, avranno il compito di trasmettere ai compagni l’entusiasmo dei progetti (tra cui, ad esempio, ridurre il consumo eccessivo di plastica a scuola, iniziando dalle bottiglie a mensa) e delle idee, discusse durante queste intense giornate, con l’obiettivo di trasformarle, presto, in realtà.
Infine, durante la Leadership, gli studenti hanno avuto anche l’opportunità di visitare gli splendidi Royal Botanical Gardens.

Il gioco, lo start di un percorso insieme: il “play”, anche nell’accezione di verbo anticipato dal “to“, esprime in sé, in molte delle sue sfumature, una connotazione positiva, che ci racconta di giochi, di suoni e, nell’era digitale, di nuovi inizi.

Così, il prossimo 22 Novembre, in occasione dell’Open House di via Nomentana, l’Istituto Marymount è lieto di dare il via, unitamente alle famiglie che parteciperanno alla giornata, ad un cammino di crescita improntato su un progetto didattico dall’alto valore formativo: al centro, come sempre, gli studenti.

Il “play” di un’avventura ancora tutta da scrivere parte da qui!

Compila il modulo per partecipare, avere ulteriori informazioni e restare in contatto con la nostra Scuola.
PLAY!

Bicchieri, posate, bottiglie… ma quanta plastica usiamo senza rendercene conto? Eppure ridurne il consumo sarebbe un bene non solo per noi, ma anche per il nostro pianeta. 

In accordo con l’Agenda2030, a fine novembre, si terrà la Settimana UNESCO di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, incentrata, per questa edizione, proprio sul tema “Fuori dalla plastica: un percorso da costruire”. La traccia, durante tutto l’anno scolastico, servirà come spunto per dibattiti e iniziative, alcune delle quali già avviate nel nostro Istituto.

Grazie infatti all’insegnante Penny Foster, in sala professori posate e bicchieri in plastica sono stati sostituiti con cucchiaini in metallo e tazze in ceramica, nell’ottica di un approccio più sostenibile a partire dal corpo docente. 

«Mi sono resa conto di quanto fosse alto il consumo giornaliero e annuale di plastica e ho pensato che un piccolo gesto – come la sostituzione con oggetti duraturi e non destinati ad un singolo utilizzo – potesse essere un bel segnale anche per sensibilizzare i nostri studenti», afferma la Prof. Foster, che si è fatta promotrice anche per incentivare a scuola la raccolta differenziata.

Un obiettivo, questo, che i ragazzi porteranno avanti nelle prossime attività che li vedono coinvolti come, ad esempio, dal 26 Settembre, la Leadership conference a Londra. «In questa occasione – spiega la Prof. Monica Lou Terra, Principal della Scuola Secondaria di I Grado – avranno modo, attraverso un dialogo costruttivo, di definire un progetto incentrato su queste tematiche».
Argomenti di alta valenza formativa, che hanno un impatto sulla nostra vita quotidiana e su cui i nostri allievi saranno chiamati a riflettere.
Per materiali, linee guida e approfondimenti: http://www.unesco2030.it

Da sempre qui, all’Istituto Marymount, siamo convinti che educare sia una missione che vada ben al di là del puro insegnamento: educare è, prima di tutto, una forma d’amore che, nella nostra Scuola, portiamo avanti giorno dopo giorno.
Amare una persona, infatti, vuol dire credere nelle sue potenzialità, strada, questa, non sempre facile da percorrere se rapportata alla situazione del nostro Paese, dove, spesso, manca una visione d’insieme, che riesca ad andare oltre il semplice “qui ed ora”.
La Scuola – italiana e non solo – talvolta, è complice di tutto questo, non perché non voglia agire, ma perché, in molti casi, non sa come fare o non ha gli strumenti adatti.
Anche quest’anno, quindi, il nostro impegno è rivolto ad una formazione che risponde alla collettività, alla società e alla famiglia, secondo i principi che hanno fatto del Marymount una riconosciuta eccellenza italiana e internazionale.
E, proprio con questo rinnovato spirito di continuità, rivolgo a tutti voi il mio più sincero augurio di un nuovo, ricco e intenso anno scolastico!

Il Preside
Andrea Forzoni

Iniziare l’anno scolastico è come sfogliare il primo capitolo di un libro appena acquistato: la quarta di copertina già fornisce il sapore della trama, ma l’opera si apprezza, nella sua interezza, pagina dopo pagina.

È così che, alle porte di questo percorso didattico, le aspettative, non solo degli studenti, ma di tutto il corpo docente, degli insegnanti, dello staff e di quanti contribuiscono a fortificare lo spirito Marymount, si nutrono di nuova linfa.

I giorni, infatti, che hanno preceduto l’apertura del nostro Istituto – in entrambe le sedi di via Nomentana e di via Livorno – sono stati caratterizzati da momenti di dialogo e incontro per riconoscere, insieme, il piacere di ritrovarsi dopo la pausa estiva.

Attimi di condivisione, in cui tutte le professionalità che contraddistinguono la nostra Scuola sono state chiamate a interrogarsi sul significato più profondo della missione educativa che, da sempre, il Marymount, congiuntamente al Network RSHM, porta avanti.

In particolare, grazie al Prof. Arturo Melillo, Religion Teacher e Campus Ministry, riunendoci in ritiro spirituale, abbiamo avuto modo di riflettere su principi fondativi, che vedono ciascuna esistenza come vocazione (nell’insegnamento, nello svolgimento dell’attività quotidiana, nell’aprirci all’altro) per mettere a frutto i nostri talenti, superare gli ostacoli e vivere pienamente il quotidiano con responsabilità (concetto, questo, sottolineato anche dal Preside Andrea Forzoni in occasione del primo giorno di scuola delle nuove classi della nostra High School).

Giorni di sorrisi, dove, noi per primi, attraverso un “gioco” di confronto, ci siamo chiesti “chi siamo” e “cosa vogliamo imparare” perché, riprendendo il goal del 2017/2018, sappiamo, ormai, che la crescita è un processo continuo e, inarrestabili, siamo pronti a mettere in campo il goal che identificherà la prossima avventura “to instill a life-long love of learning”.

Incontrare Sister Isabelle Cipriano è come essere investiti da un’ondata di buon umore, un sorriso contagioso che sa mettere da parte ogni difficoltà.
La carica positiva della Superiora provinciale del Mozambico, recentemente venuta in visita presso il nostro Istituto, esprime pienamente lo spirito di unione e fratellanza del Marymount.

Un ponte tra Italia e Africa che, da questo incontro, esce ancor più rafforzato: Sister Isabelle Cipriano, infatti, ha avuto occasione non solo di dialogare con lo staff che quotidianamente lavora nella nostra Scuola, ma anche di conoscerne da vicino la struttura, entrando nei vari ambienti e parlando con i nostri studenti.

Proprio a loro, in un confronto con le varie classi, ha potuto rivolgersi per narrare il “suo Mozambico”, raccontando ai ragazzi di come i coetanei africani vivano la scuola, della situazione nelle zone rurali del paese e di quanto l’aiuto manifestato attraverso iniziative come, ad esempio, il bazar pro Mozambico, sia un gesto concreto di solidarietà.

Con lo sguardo aperto verso il futuro, Sister Isabelle Cipriano ha condiviso ricordi della sua infanzia, quando il papà, insegnante, le trasmetteva l’amore per lo studio e per la scuola; ha reso partecipi gli alunni dei piccoli e grandi ostacoli che affronta ogni giorno in Mozambico, dove, spesso, c’è un solo insegnante per 50 bimbi e dell’importanza che, questi, imparino presto il portoghese, lingua ufficiale della nazione.

I nostri allievi si sono dimostrati molto interessati all’esperienza e alla testimonianza di Sister Cipriano, che ha risposto con gioia ed entusiasmo a tutti i loro quesiti e curiosità. E il Mozambico non è più così lontano!