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Leadership 2017: l’incontro degli studenti a Parigi

Chi è un “leader” e quali sono le sue caratteristiche? In un’epoca in cui in molti aspirano a diventarlo, in pochi sembrano interrogarsi sul significato autentico di un ruolo che, prima di tutto, dovrebbe porsi come una delle più rilevanti rappresentazioni della collettività.
Anche quest’anno gli studenti delle terze (A, B e C) sono stati chiamati a confrontarsi sull’argomento nell’ambito del RSHM Student Leadership Retreat, focalizzato sul tema “Educating & Learning for a Peaceful World”, un progetto culminato a Parigi (dal 27 Settembre al 1° Ottobre), ma “iniziato già in classe”, come sottolineato dalla Prof. Monica Lou Terra, Principal della Scuola Secondaria di I Grado.

«Nel periodo precedente il programma, infatti – afferma la Prof. Terra – sono stati gli stessi allievi a proclamare i loro rappresentanti per l’incontro parigino. Dalla votazione, nella quale ciascuno ha espresso quali dovrebbero essere le doti di un buon leader e indicato due compagni in cui si individuavano tali qualità, sono emersi i nomi di sei studenti, due per ogni sezione, che hanno partecipato in prima persona alla Leadership».
Un’esperienza che, dalla viva voce dei ragazzi, è stata ricca di emozioni e spunti su cui continuare a riflettere anche una volta tornati a casa.

Flaminia: “La Leadership forma il carattere, ti aiuta a ragionare un po’ fuori dagli schemi ma, allo stesso tempo, ad essere responsabile e a dare il buon esempio”.

Diletta: “È qualcosa che ti arricchisce e serve non solo nel presente, ma anche nel futuro. Affina le capacità di ascolto verso gli altri e verso i propri compagni”.

Giulia: “Le attività proposte ti fanno mettere in gioco in prima persona; per esempio, durante il programma, abbiamo preparato e distribuito panini per le persone in difficoltà”.

Lisa: “Tante scuole e altrettanti aspetti in comune che, nel confronto, ci hanno avvicinato. Inoltre abbiamo imparato cose nuove sulla storia del nostro Istituto”.

Elena: “Abbiamo riflettuto su come possiamo migliorare la nostra scuola e su quello che, anche se l’incontro di Parigi è terminato, possiamo portare avanti qui”.

Oliver: “É stata un’esperienza davvero utile: è stato bello mettere in pratica le nostre idee e confrontarci tra noi su impegni concreti”.

«Saranno proprio loro – conclude la Prof. Terra – ad avere il compito di trasmettere agli studenti di I e II quanto appreso dalle attività e dal dialogo con gli altri Istituti coinvolti, attraverso lavori legati, ad esempio, allo sport e alla beneficenza». Conferma, questa, di un progetto incentrato su continuità e circolarità, tassello di un percorso sfaccettato e a tutto campo, che mette al centro la formazione nella sua accezione più completa.