Ci divertono, ci giochiamo, ma sappiamo cosa si cela dietro al mondo dei videogame? Chi li costruisce e come vengono realizzati? Nella IV B, durante il laboratorio interdisciplinare coordinato dalle insegnanti Elisa Spina e Paola Mattioli, i videogiochi hanno preso vita grazie all’intervento del game designer Fabio Viola, che ha portato agli studenti la sua esperienza diretta.

Tanta curiosità da parte degli allievi soprattutto sul percorso professionale da intraprendere per imparare a creare videogame. Viola ha così potuto condividere con gli alunni alcuni interessi che, a partire dal Natale del 1987, in cui gli fu regalato il suo primo Commodore 64, lo hanno fatto avvicinare a questo settore, come, ad esempio, la passione per i libri, la storia… e l’archeologia!

Una bella sorpresa scoprire, così, che i videogiochi più accattivanti nascono dall’unione perfetta di conoscenza e fantasia; quest’ultima deve essere stimolata proprio in “fase creativa”, quando si delineano gli elementi alla base del gioco e si caratterizza l’iter narrativo che lega i vari personaggi.

«Eh, sì perché ogni progetto per riuscire bene – spiega Viola – ha bisogno di una storia… proprio come un libro e le pagine che lo costituiscono. E allora è importante definire il racconto, delineare trama, protagonista e antagonista, e altri fattori e ruoli che aiutano a rendere unico il nostro prodotto».

Dalla teoria si è passati alla pratica e gli studenti, proseguendo quanto iniziato precedentemente, hanno continuato a implementare il lavoro con Bloxels, la piattaforma che si collega via app e permette di elaborare un videogioco personalizzato; si sono dunque divisi in squadre per confrontarsi sulle loro idee e attribuire capacità, poteri speciali e funzioni a ciascun personaggio.

Un incontro ricco di connessioni, che accresce ancor di più l’aspettativa nell’attesa del risultato finale, un modo nuovo di interpretare, attraverso la tecnologia, i temi e le competenze acquisite in classe perché “Scuola” è anche #gamification!