Marymount, il nostro impegno per la sicurezza

Eccoci qui, di nuovo a scuola. Eh già, perché noi della sicurezza l’edificio non lo abbiamo mai abbandonato. Nel pieno del lockdown il Preside era qui e, a partire da maggio, la Commissione per la Salute e Sicurezza ambientale era qui, pronta per adattare ai luoghi e agli spazi le procedure ragionate e scritte su carta nei mesi di marzo e aprile.
Fisicamente presenti, certo, ma quella, per noi, non era “Scuola”. Solo adesso, invece, ci sentiamo nuovamente – e finalmente – a casa perché sono tornati loro, il cuore pulsante di quelle che, altrimenti, restano solo mura: i nostri studenti.
Fin dall’11 marzo, nell’ultima riunione per noi “in presenza” ci siamo detti che avremmo fatto il possibile per garantire un rientro in sicurezza e, da quel momento, ottimismo e impegno sono stati i nostri costanti compagni di viaggio.

Nessun dubbio sul fatto che saremmo tornati a “fare scuola”, a formare, senza escludere nulla, senza privarci di nulla, ma indirizzati verso una ripartenza consapevole e responsabile.
E’ così che affrontiamo da sempre il tema della sicurezza qui a scuola, sapendo che non esiste il “rischio 0” ma giusti comportamenti, seguendo protocolli e procedure, per una quotidianità, anche scolastica, volta a ridurre il rischio e a tutelare tutti.

Oggi con questo spirito ci siamo preparati ad affrontare questa situazione emergenziale con tante regole: molto ferree, rigide – agli occhi di alcuni eccessive – di altri, troppo permissive. Regole per alunni, genitori, docenti, staff, analizzate e validate da esperti e professionisti del settore.

Per questo abbiamo chiesto la collaborazione di tutti per un anno scolastico che appare come una sfida, poiché solo così riusciremo a convivere con qualcosa che spaventa ma che, insieme, possiamo provare ad arginare.

L’ottimismo a cui facciamo riferimento è quello della coscienza informata perché se è vero che, per alcuni aspetti, il Covid-19 ci ha tolto la possibilità della condivisione – così come la intendevamo – è altrettanto vero che ci sta insegnando ad essere altruisti, perché la protezione di ognuno di noi dipende dalla serietà di qualcun altro.

L’ottimismo come ci piace pensarlo non è solo un modo per dire che “andrà tutto bene” perché, purtroppo, siamo consapevoli che qualcosa potrebbe succedere ma, oggi, conosciamo i comportamenti corretti per ridurre il contagio e quella parola che, legata alla pandemia, negli ultimi tempi, può far paura: la positività.

Quindi, invitando tutta la comunità Marymount alla lettura dei protocolli interni, rispondendo alle domande, ai dubbi e seguendo le regole, ci prepariamo ad affrontare l’anno di cui si parlerà nei prossimi libri di storia.

Caterina Sileri
Referente Covid