Uno sguardo proiettato verso il divenire, un percorso di crescita che mira al futuro senza dimenticare, passo dopo passo, la propria, importante, tradizione, calibrando la conoscenza delle più avanzate tecnologie con attività in grado di stimolare fantasia e manualità.
L’Istituto Marymount punta, nei suoi quasi 90 anni di storia, ad un insegnamento all’avanguardia, che, tuttavia, non rinuncia mai al concetto più profondo di significato: “Most schools give learning, Marymount gives meaning”. Un impegno costante, questo, che inizia fin dalla Scuola dell’Infanzia – presso la sede di via Nomentana, che include anche primaria e secondaria di primo grado – prosegue nel Liceo BILINGUE CLASSICO E SCIENTIFICO di via Livorno e continua, con tutto il suo impatto formativo, nella vita quotidiana di tutti coloro che sono stati nostri studenti, cittadini e persone di oggi e di domani.

OPEN HOUSE HIGH SCHOOL (Liceo bilingue classico e scientifico)
Via Livorno, 91

Da lunedì 11 al venerdì 15 novembre gli alunni interessati possono assistere alle lezioni (dalle 8.10 alle 13.35) e i genitori possono visitare la scuola. 

Sabato 16 novembre dalle 9.30 alle 12.30 sarà possibile per alunni e genitori conoscere il corpo docente e approfondire i programmi di ciascuna materia attraverso le dimostrazioni di alcuni studenti. 

Inoltre per i genitori che lo desiderino ci sarà la possibilità di assistere alla Conferenza della Dottoressa Manca, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, che si terrà in Aula Magna dalle 10.00 alle 11.30. La conferenza è rivolta solo ad adulti, non ai ragazzi.
https://www.adolescienza.it/eventi/disagi-e-problematiche-adolescenziali-riconoscere-i-segnali-e-intervenire-maura-manca-incontra-i-genitori-al-marymount-high-school-di-roma/

Per partecipare alle lezioni o visitare la scuola è necessario mandare una mail indicando la data, nome e cognome dei partecipanti, età, scuola di provenienza e un recapito telefonico a: HighSchool@marymount.it

Clicca qui per iscriverti  all’Open House dell’High School

Uno sguardo proiettato verso il divenire, un percorso di crescita che mira al futuro senza dimenticare, passo dopo passo, la propria, importante, tradizione, calibrando la conoscenza delle più avanzate tecnologie con attività in grado di stimolare fantasia e manualità.
L’Istituto Marymount punta, nei suoi quasi 90 anni di storia, ad un insegnamento all’avanguardia, che, tuttavia, non rinuncia mai al concetto più profondo di significato: “Most schools give learning, Marymount gives meaning”. Un impegno costante, questo, che inizia fin dalla Scuola dell’Infanzia – presso la sede di via Nomentana, che include anche primaria e secondaria di primo grado – prosegue nel Liceo BILINGUE CLASSICO E SCIENTIFICO di via Livorno e continua, con tutto il suo impatto formativo, nella vita quotidiana di tutti coloro che sono stati nostri studenti, cittadini e persone di oggi e di domani.

 

OPEN HOUSE
 Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado
Via Nomentana 355

Il 21 Novembre si terrà l’Open House di via Nomentana 355, un’occasione unica per conoscere più da vicino il progetto didattico del nostro Istituto. Un approccio bilingue che, da sempre, tiene conto di forma e sostanza per la condivisione di un’avventura ancora tutta da scrivere. Vi aspettiamo dalle 9.30 alle 12.00.

Clicca qui per iscriverti  a Open House (Infanzia, Primaria e Secondaria I )

Domani, mercoledì 23 ottobre, il nostro Istituto rinnova la collaborazione con l’AIPD, Associazione Italiana Persone Down, attraverso il consueto appuntamento volto a sostenere questa importante realtà.

In occasione del 40° anniversario dell’associazione, all’entrata e all’uscita di scuola, sarà possibile trovare il personale AIPD e acquistare una tavoletta di cioccolato solidale.

“Da 40 anni combattiamo un’unica malattia: il pregiudizio …Perché le persone “con un cromosoma in più” non devono avere neanche un’opportunità in meno”.

Proprio lo scorso 13 ottobre, in più di 200 piazze italiane, si è celebrata la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down.

Per maggiori info:
https://www.aipd.it

Era iniziato diversi mesi fa il cammino, insieme, del “Plastic free world”, un impegno “verde” e costante del nostro Istituto e, in particolare, delle classi III, IV e V della primaria e di quelle della scuola secondaria di primo grado per un futuro sempre più sostenibile.

Oggi le classi, in due momenti distinti, sotto la supervisione delle Principal Maria Fornabaio e Monica Terra, si sono ritrovate in palestra per la presentazione dei lavori tematici elaborati durante la pausa estiva, che mettevano in luce un cambiamento tangibile da portare avanti anche con piccole azioni quotidiane.

Un momento di condivisione e confronto, supportato dalla presenza dei protagonisti che avevano già animato i precedenti appuntamenti, guidando i ragazzi in questa avventura come, ad esempio, il giornalista Valerio Iafrate, che ha moderato l’incontro, il comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma, Giuseppe Lopez, Maria Antonietta Quadrelli del WWF, Martina D’Arco del movimento #fridaysforfuture.

Ma i veri protagonisti, come di consueto, sono stati i nostri studenti che con collage, cartelloni, composizioni e prodotti multimediali si sono messi davvero in gioco per dare il proprio contributo.

Oltre alla premiazione del video dell’attuale IV B e degli alunni che si sono distinti nella partecipazione di quiz a tema, ci sono stati riconoscimenti per tutti coloro coinvolti nell’iniziativa, con best practice green anche dal mondo delle aziende grazie all’intervento della Dottoressa Silvia Sperduti.

Un messaggio speciale anche dalla paladina dell’ambiente Licia Colò che, in un video, ha esortato i ragazzi a non arrendersi mai, a credere nei propri ideali, allenando, giornalmente, il proprio spirito critico anche se le scelte sono, spesso, dei “grandi”.

Per approfondire gli appuntamenti del “Plastic free world”:

Si è celebrata fino alla sera del 9 ottobre, lo Yom Kippur, la più significativa ricorrenza religiosa ebraica dedicata al giorno dell’espiazione.

La celebrazione dello Yom Kippur inizia al crepuscolo del decimo giorno del mese ebraico di Tishrì, corrispondente al periodo tra settembre e ottobre del nostro calendario.

Si tratta di una ricorrenza religiosa incentrata sull’espiazione dei peccati e la riconciliazione, che ha luogo successivamente al Capodanno ebraico.

L’anno prossimo, nel 2020, sarà celebrata nelle date del 27-28 settembre.

 

 

Tanti auguri Marymount! 89 anni e non sentirli: il 7 ottobre si è celebrato, infatti, l’anniversario del nostro Istituto, con momenti di raccoglimento e preghiera nella messa che, per medie e liceo, è stata celebrata dal parroco olandese Fr. Sjaak De Boer, mentre, per la primaria, dal parroco della vicina Basilica di Sant’Agnese.

Un progetto formativo, quello della nostra Scuola, che non dimentica la sua importante tradizione e che sa guardare al futuro con fiducia e ottimismo. Per un cammino da fare insieme… verso il 90esimo!

 

 

5 ottobre,  la Giornata mondiale degli insegnanti, celebrata dall’Unesco per sottolineare il ruolo fondamentale di una professione “delicatissima e di grande responsabilità”.

La giornata fu istituita 25 anni fa per commemorare la sottoscrizione delle “Raccomandazioni dell’UNESCO sullo status di insegnante”, avvenuta nel 1966, documento di riferimento per i diritti e le responsabilità dei docenti a livello globale.

Quest’anno, in particolare, la data è dedicata ai giovani insegnanti e al futuro dell’insegnamento, tema che rientra tra gli impegni dell’“Agenda 2030”.

Nel mondo, infatti, sono ancora troppi gli insegnanti che non hanno la libertà e il sostegno di cui hanno bisogno per svolgere un lavoro di vitale importanza per la formazione scolastica, civica e sociale delle generazioni future.

“Teaching in Freedom, Empowering Teachers” ribadisce il valore del compito che sono chiamati a svolgere e riconosce le sfide e gli ostacoli che molti di loro incontrano sul proprio percorso.

Da quest’anno il Marymount può avvalersi di una nuova importante zona didattica, quella, recentemente inaugurata nel giardino del nostro Istituto, che costituisce un’area laboratoriale di sensorialità. Di seguito riportiamo il focus del progetto nell’articolo dell’insegnante Lidia Tavani, che lo ha seguito da vicino.

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Ispirati all’entusiasmo del famoso pedagogista italiano Loris Malaguzzi, le A.LA.S. sono spazi didattici all’aperto per bambini della scuola dell’infanzia e del primo ciclo della scuola primaria (classi I, II e III).

L’idea di creare uno spazio didattico all’esterno nasce dalla volontà di offrire completezza ai percorsi di apprendimento stabilendo una continuità educativa con l’offerta didattica che si svolge all’interno delle aule. Troppo spesso, infatti, si guarda agli spazi esterni delle scuole come dei luoghi in cui svolgere attività per lo più ricreative o sportive. Tuttavia, questi rappresentano una grande risorsa educativa in grado di rispondere con efficacia alle nuove sfide didattiche che chiedono di ripensare l’apprendimento alla luce dei concetti di “abilità” e “competenze”.

Il progetto A.LA.S. risponde a queste sfide modulando l’offerta formativa in senso laboratoriale e proponendo la sensorialità come canale privilegiato per costruire percorsi di apprendimento individuali e creativi.

“Laboratorio” in termini didattico-educativi significa innanzitutto possibilità di osservazione e scoperta: per pensare, immaginare, progettare, agire. Ed è questo il senso del “cento” di Malaguzzi che vogliamo offrire agli studenti Marymount, ossia la possibilità della scoperta e dell’azione che passa attraverso l’esercizio del pensiero riflessivo e delle proprie abilità.

Per fare questo le A.LA.S. si compongono di un arredo appositamente studiato per favorire interazioni non strutturate e individualizzate. L’obiettivo è l’espressione libera e creativa di ogni bambino e di ogni bambina. In questi spazi ognuno può trovare la propria dimensione perché qui i bambini sperimentano in modo diretto la pluridimensionalità di un medesimo obiettivo di apprendimento. In questo senso si spiega la scelta di un arredo semplice ed essenziale caratterizzato da strutture-telai di base, progettati per essere implementati gradualmente dalle idee dei bambini. Si tratta di costruzioni dotate di un’impalcatura flessibile e versatile che consente di appendere manufatti mobili o attaccare in modo stabile pannelli didattici progettati dai bambini o dagli insegnanti. Al momento dell’inaugurazione molti di questi telai si presentano completamente spogli, vuoti, lasciando sbigottiti persino gli stessi bambini che li visitano per la prima volta: «Ma li costruiamo noi per davvero? Con le cose vere?»!

Una parte dei telai, invece, sono già completi e strutturati poiché servono a conferire identità alla porzione di spazio che occupano. Connotare lo spazio di un’identità significa intendere lo spazio come un agente di interazione che, in quanto tale, veicola relazioni sociali, modi di agire, processi di significazione e norme di comportamento. Nel caso delle A.LA.S. lo spazio si suddivide in diverse aree identitarie: “area luce”, dove è possibile scoprire gli effetti della luce solare tra ombre, colori e riflessi; “area suono” dove i bambini possono scoprire suoni, tonalità e rumori in base al materiale e utilizzato e alla sua forma; “area tattile e di manipolazione” caratterizzata da vasche comunicanti con cui è possibile giocare con acqua, terra, sabbia e altri materiali; “area odori”, ossia un piccolo orto di piante aromatiche; “area di composizione”, identificata da un tavolino dove i bambini possono costruire piccoli manufatti e da telai con pannelli dedicati all’esercizio di attività di gestione dello spazio e di motricità fine; “area storie”, identificata da un piccolo anfiteatro arredato da lavagne; “area riposo” con una zona di erba adibita ad attività informali; e infine “area aula all’aperto” dotata di tavolini, sedute, lavagne e telai per allenare le funzioni esecutive attentive e la memoria di lavoro.

Le A.LA.S., dunque, sono uno spazio work in progress, che vuole costruirsi con i bambini e gli insegnanti perché crede fortemente nel potenziale di ogni persona verso un sapere che si scopre e si costruisce in maniera attiva e partecipativa.

Per partecipare in maniera attiva, però, occorre fare esperienza diretta. Occorre mettersi in gioco completamente e profondamente, dando tutto di se stessi.

Da questo punto di vista il canale della sensorialità diventa prezioso per vivere esperienze cosiddette totalizzanti, in cui i bambini si immergono completamente in una situazione didattica entrando in contatto profondo con se stessi . Una proposta didattica di tipo multisensoriale consente, infatti, di mettere in campo abilità molteplici, di volta in volta diverse in base agli interessi e ai bisogni individuali del momento. In questo modo tutti raggiungono gli obiettivi richiesti e l’apprendimento si carica di un’emotività positiva che apre il pensiero al “possibile”. Quest’ultimo è il pensiero che cerca strade per raggiungere la propria meta, è il pensiero che trova soluzioni creative, è il pensiero proattivo e prosociale che intellige la quotidianità attraverso le lenti di ciò che ognuno può fare, per se stesso e per gli altri, mettendo in azione e a disposizione i propri talenti.

È quel pensiero che è già azione e dice: il cento c’è, eccolo!

 

Il cento c’è

Il bambino
è fatto di cento.

Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare

di giocare e di parlare

Cento, sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire

cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.

Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento, cento, cento)
ma gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.

Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.

Gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.

[Loris Malaguzzi]

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