Partenza all’alba del 24 maggio e rientro la sera del 26 per le prime classi della nostra High School che – scortate da tre insegnanti, dal Preside e da un simpatico autista poliglotta – hanno visitato gli scavi di Pompei, di Paestum e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Un viaggio in cui è stata evidente fin da subito la volontà degli insegnanti di proiettare i ragazzi in un itinerario fortemente coerente, le cui coordinate storiche e culturali fondamentali erano state acquisite nei corsi curricolari di arte, storia, latino e greco.

 

Nel primo giorno, dedicato a Pompei, gli studenti si sono concentrati sull’impianto urbanistico dell’antico municipium romano e hanno osservato con vivo interesse le dimore gentilizie in cui si conservano quasi intatte strutture architettoniche e pitture parietali di eccezionale valore. Mèta obbligata dei Grand Tour di Sette e Ottocento, Pompei rimane impressa così nella mente del giovane Goethe:

 

“Con la sua piccolezza e angustia di spazio, Pompei è una sorpresa per qualunque visitatore: strade strette ma diritte e fiancheggiate da marciapiedi, casette senza finestre, stanze riceventi luce dai cortili e dai loggiati attraverso le porte che vi si aprono; gli stessi pubblici edifici, la panchina presso la porta della città, il tempio e una villa nelle vicinanze, simili più a modellini e a case di bambola che a vere case. Ma tutto, stanze, corridoi, loggiati, è dipinto nei più vivaci colori: le pareti sono monocrome e hanno al centro una pittura eseguita alla perfezione” (J. W. Goethe, Viaggio in Italia, Napoli, domenica 11 marzo 1787)

 

Il giardino archeologico di Paestum, colonia magnogreca fondata dai Sibariti nel VI secolo a. C. col nome di Poseidonia, è stato la destinazione del secondo giorno. Dopo la visita alla pregevole collezione archeologica conservata nel Museo locale, i ragazzi hanno trascorso l’intero pomeriggio nel meraviglioso parco che ospita i tre grandi templi dedicati a Hera (I e II) e ad Atena. Anche qui, accarezzati dalla brezza leggera e ristoratrice che proviene dal mare, hanno ascoltato con attenzione e partecipazione la lecture della professoressa Lauren Golden, che ha messo in evidenza l’evoluzione dello stile dorico in terra magnogreca, invitando gli studenti a realizzare bozzetti di scorci o particolari significativi delle strutture.

 

L’ultimo giorno è stato consacrato alla straordinaria collezione di antichità classiche conservate nel Museo Archeologico di Napoli. Emozione dei ragazzi soprattutto davanti al Toro e all’Ercole Farnese, al Doriforo, alle sale del Tempio di Iside, al mosaico di Alessandro.

 

La calorosa accoglienza dell’hotel “Agave” di Pozzuoli, i diversi momenti conviviali e le passeggiate nel suggestivo centro storico di Napoli hanno, infine, reso ancora più piacevole alla nostra comitiva la scoperta dell’area partenopea e del Cilento, al punto che più di qualcuno potrà forse concordare con l’ultima citazione del Poeta:

 

“Se nessun napoletano vuole andarsene dalla sua città, se i poeti locali celebrano in grandiose iperboli l’incanto di questi siti, non si può fargliene carico, vi fossero anche due o tre Vesuvio nelle vicinanze. Qui non si riesce davvero a rimpiangere Roma” (W. Goethe, ibid., Napoli, 3 marzo 1787)