Learning by doing. Premiato al Festival Internazionale della Creatività di Cannes, esibito al MOMA di New York e al MIT: di chi stiamo parlando? Ma di Cubetto, uno strumento davvero innovativo per l’apprendimento della programmazione informatica utilizzato nel nostro Istituto.
Grazie al laboratorio, infatti, gli allievi della Scuola dell’Infanzia hanno già avuto occasione di interfacciarsi con quello che rappresenta molto più di un semplice gioco. Ideato da una start-up italiana con sede a Londra, Cubetto(inventato da Filippo Yacob, allievo di Massimo Banzi) è un robot in legno, privo di schermo e dall’aspetto amichevole, dotato di una consolle fisica da programmare attraverso un set di 16 blocchi colorati (che ne identificano i movimenti) e di un piano (mappa).
Ogni mappa è un’avventura che Cubetto è chiamato a vivere visitando castelli, montagne (caselle); può raggiungerle solo con l’aiuto dei bambini che, attraverso procedimenti logici, devono individuare la corretta sequenza per impostare i suoi spostamenti, metabolizzando, così, i primi rudimenti del coding.
Il risultato? Un’esperienza multisensoriale, che coinvolge vista, tatto e udito, l’idea rivoluzionaria di inserire nella scuola dell’Infanzia – e con opportune modifiche anche in quella Primaria – il pensiero computazionale attraverso un approccio ludico.
Gli alunni che hanno preso parte all’attività si sono dimostrati subito incuriositi dalla presenza di Cubetto, cercando soluzioni creative verso la “giusta direzione”, elaborando concetti complessi e confrontandosi tra loro per determinare i comandi.
La robotica educativa arriva dunque nel nostro Istituto come un tassello funzionale e divertente, con un “amico programmabile” che ha già raccolto molti, entusiasti estimatori!